Come sviluppare una pellicola con il processo ad alta acutanza

L'ALTA ACUTANZA COS'E'

"CHE COS'È L'ACUTANZA?Durante l'esposizione nell'emulsione della pellicola si hanno fenomeni di rifrazione e diffusione dei raggi luminosi che colpiscono i granuli di alogenuro d'argento. Questo causa un alone che è particolarmente evidente nelle zone di passaggio molto netto tra bianchi e neri, alone che peggiora l'aspetto di nitidezza delle immagini. Più pronunciato è questo effetto, minore è l'acutanza dell'immagine. Questa dipende, oltre che dalle caratteristiche proprie della pellicola, dall'esposizione (che non deve essere eccessiva) e dal procedimento di sviluppo. Vi sono varie tecniche di sviluppo che aumentano l'acutanza di una pellicola, una delle più facili è quella che sfrutta il cosiddetto effetto adiacenza. Come funziona? Sviluppo molto diluito, agitazione ridotta al minimo indispensabile (una volta ogni 3-4 minuti) ed eventualmente aggiunta di potassio ioduro alla soluzione di sviluppo."
 

ANDIAMO NEL DETTAGLIO

Questo e' quanto riportato da Nadir sulla tecnica di sviluppo ad alta acutanza. Ma approfondiamo questo concetto. Innanzitutto cominciamo con lo specificare che gli sviluppi non sono tutti uguali. Ognuno ovviamente possiede delle caratteristiche assolutamente univoche, ma generalmente li possiamo dividere in due categorie:
  • sviluppi MQ - cioe' che contengono nella formulazione metolo ed hydroquinone. (come l'ID11, il D23 ecc.)
  • sviluppi PQ - cioe' che contengono nella formulazione fenidone ed hydroquinone (come il microphen. l'FX-37 ecc.)
a loro volta questi sviluppi possono essere distinti tra sviluppi finegranulanti ed acutanti. Gli sviluppi finegranulanti sono quelli che contengono una percentuale di sodio solfito nella formulazione piu' alta di 100g/litro. Maggiore e' l'azione finegranulante minore e' l'acutanza [per informazioni più dettagliate fare riferimento a questo documento: riassunto da the darkroom cookbook].
 
Una tecnica per ottenere maggiore acutanza è quella di unire due tecniche di sviluppo, quella di sviluppo con tempi lunghi e quella delle alte diluizioni. Utilizzando le alte diluizioni possiamo ridurre la quantità di solfito dello sviluppo. L’ID11 utilizzato alla diluizione di 1+5 ad esempio contiene solo 20g/litro di sodio solfito diventando molto acutante. Al tempo stesso possiamo unire all’alta diluizione la tecnica cosiddetta “per l’effetto bordo”. Con questa tecnica si raddoppiano i tempi di sviluppo e le agitazioni vengono ridotte ad una ogni  3/4 minuti. Il liquido rimane fermo nella tank molto a lungo e permette di ottenere una separazione netta tra le zone bianche e quelle nere, ottenendo cosi’ una acutanza eccezionale. Tra l’altro durante le pause si svilupperanno maggiormente le zone di alte luci, rallentando lo sviluppo delle ombre ed ottenendo in questo modo una curva piu’ ampia (che si traduce in un buon dettaglio sia nelle ombre che nelle alte luci).
 
La tecnica deve essere personalizzata per ogni pellicola, ma orientativamente una agitazione iniziale di 3 minuti piuttosto vigorosa e’ sufficiente per ridurre il rischio di sottosviluppo della pellicola e di “bolle” sull’emulsione. Le altre agitazioni devono essere effettuate per 15 secondi (circa 6 ribaltamenti della tank) ogni 3/4 minuti, durante i quali il liquido deve rimanere assolutamente fermo.
 
Utilizzando prevalentemente la kodak t-max 100 iso come pellicola, ho iniziato le mie prove con i due sviluppi che prediligo con questa emulsione, cioe’ l’FX-37 ed il Microphen ideali per pellicole con tecnologie t-grain che ci permettono di contenere anche la grana.
 

USIAMO XPHOTOTIMER PER REGOLARE I GIUSTI TEMPI DI SVILUPPO

 
Ma vediamo come arrivare a calcolare i tempi giusti con il timer  (oppure con il tools online per il calcolo del push/pull)
 
I “bugiardini” delle case indicano per la tmax 11’ a 1+1 e 16’ a 1+3. bene noi vogliamo sapere il tempo a 1+5 non indicato da nessun sito.
 
 
Apriamo il timer e avviamo il tool di calcolo del push/pull
 
 
 
 
 
Inserendo 11’ come tempo di sviluppo originale, clicchiamo sulla check di destra “compensa la diluizione” ed inseriamo nel primo gruppo i valori 1 e 1 (1+1) e nel secondo gruppo 1 e 3 (1+3), cliccando su calcola otterremo così il tempo di sviluppo a 1+3
 
 
 
 
 
Il tool ci dice che al tempo N (cioe’ alla sensibilità nominale) ci vogliono circa 15’ ½. Il nostro bugiardino diceva 16’ quindi modifichiamo il fattore di correzione cercando il valore giusto per ottenere 16’ a N. Un valore di 1,029 infatti ci restituisce un tempo molto vicino a 16’.
A questo punto possiamo correggere i valori inserendo 16’ come tempo originale, lasciamo ceccata la voce “compensa la diluizione” e mettiamo 1 e 3 nel primo gruppo e 1+5 nel secondo, lasciando 1,029 come fattore di correzione. Cliccando su calcola otteniamo circa 20’ come tempo di sviluppo alla diluizione di 1+5. A questo punto non ci rimane che raddoppiare il tempo di sviluppo portandolo a 40’.
 
 
 
Se volessimo accorciare un tempo cosi’ lungo possiamo cliccare sulla ceck di destra “compensa la temperatura” lasciando 20° come temperatura di origine e mettendo 24° come temperatura di lavoro, ottenendo cosi’ 36’.
 
A questo punto non rimane che verificare la cosa.
Dalle mie prove questo tempo e’ leggermente alto ed il negativo risulta troppo denso. Per avere un risultato ottimale possiamo usare questo stesso tempo ma alla temperatura di 21° ottenendo cosi’ per la tmax 100 in microphen un 36’ a 1+5 a 21° agitando vigorosamente per i primi 3 minuti e poi per 15’’ ogni 3’.
 
I tempi variano molto a seconda di che tipo di tank utilizziamo e soprattutto per quanto siamo bravi a mantenere la temperatura per un periodo cosi’ lungo. La mia tank ad esempio e’ dichiarata per 650ml ma puo’ essere riempita per molto di piu’ (circa 900ml). Gli sviluppi cosi’ diluiti perdono molto facilmente di efficacia allungando di molto i tempi, per questo e’ necessario sviluppare una pellicola per volta e riempire la tank con la maggior quantità di soluzione possibile. Da questo esempio si capisce bene quanto e’ indispensabile effettuare delle prove e trovare i propri tempi, i software possono aiutarci ma non sono oracoli.
 
Visto che abbiamo parlato proprio della TMAX allora non rimane che un ultimo consiglio: effettuare sempre un prelavaggio della pellicola. Cioe’ bisogna inserire nella tank acqua distillata alla temperatura di lavoro (21° in questo caso) per 3/4 minuti agitando blandamente ogni 30’’. Dopo possiamo svuotare la tank versare lo sviluppo e procedere come di consueto. Il prelavaggio della tmax permette di eliminare l’antivelo che la protegge rendendo attivo lo sviluppo da subito.
 
Buon divertimento.

 

Rimangono alcune considerazioni da fare:

  • non sognatevi nemmeno di riutilizzare uno sviluppo diluito cosi´ tanto ed utilizzato per piu´ di 30 minuti di sviluppo in quanto questo con molta probabilità avrà perso tutte le sue proprietà alla fine dello sviluppo. 
  • questi stessi tempi possono essere utilizzati anche per la kodak tmax 400 che possiede le stesse proprietà.
  • Chi vuole puo´ provare ad aggiungere delle piccolissime quantità di potassio ioduro alla soluzione (diluito allo 0.001) questo rende piu´ attivo lo sviluppo ed aumenta l´effetto adiacenza.