2015 TRE BICCHIERI GAMBERO ROSSO TUTTI I VINI

10 novembre 2015  Pier-Luigi  Blog, Vini (0)

I Tre Bicchieri della guida Vini d’Italia 2015 del Gambero Rosso


Piemonte


79 Tre Bicchieri. Questo il bottino del Piemonte che fa scorta di premi con i rossi (in Piemonte il
Rosso dell'Anno), a partire delle grandi declinazioni del nebbiolo, passando per i barbera, il
dolcetto, ma che riserva belle sorprese anche sui bianchi che si stanno ritagliando un loro spazio.
Che il Piemonte riesca a esprimere un livello qualitativo assoluto anche sul versante dei bianchi non
è una novità e i tre autoctoni, Timorasso, Gavi (da uve cortese) ed Erbaluce si stanno ritagliando
uno spazio meritato e preciso nell’articolato panorama nazionale, grazie a interpretazioni agili,
vibranti, fresche e complesse allo stesso tempo. Poi ci sono i rossi, i grandi rossi piemontesi. Ottima
la prestazione delle principali denominazioni dedicate al vitigno barbera, il Dolcetto che mantiene
alto il vessillo dell’eccellenza con esempi molto varietali e originali. E poi c'è il nebbiolo, in tutte le
sue accezioni e denominazioni: il Nord Piemonte, terra storica di vini profondi e longevi, vanta un
compatto e variegato numero di premi, diversi e complementari tra loro e in grado di far
comprendere l’essenza della viticoltura di questo angolo d’Italia; il Roero, dove i terreni sabbiosi
regalano sfumature più tratteggiate e rarefatte. Arriviamo a destra del Tanaro, dove si trovano il
Barbaresco e il Barolo che disegnano una mappa sensoriale ideale di un territorio unico e
irripetibile. I molti premi per queste due super denominazioni rendono impossibile tracciare
classifiche di merito assoluto, in quanto i premiati con i Tre Bicchieri rispondono a stili e terroir
simili ma non sovrapponibili o diversi e non facilmente paragonabili. In sintesi, dunque,
meravigliosi tratti distintivi che aggiungono a una regione così particolarmente dotata, un’unicità
che la pone tra le aree enologiche più interessanti del pianeta. Rosso dell’Anno, quindi l’eccellenza
dell’eccellenza, assegnato al Barolo Villero Riserva 2007 di Vietti. Un vino e un’azienda che
rappresentano, in Italia e in tanti paesi del mondo, un punto di riferimento di qualità e prestigio per
il made in Italy enologico.


Alta Langa Brut Zero Sboccatura Tardiva Cantina Maestra 2008 Enrico Serafino
Barbaresco Crichët Pajé 2005 I Paglieri - Roagna
Barbaresco Currà 2010 Sottimano
Barbaresco Gallina 2011 La Spinetta
Barbaresco Ovello Ris. 2009 Produttori del Barbaresco
Barbaresco Ovello V. Loreto 2011 Albino Rocca
Barbaresco Pora 2010 Ca' del Baio
Barbaresco Rabajà 2011 Bruno Rocca
Barbaresco Rabajà 2011 Giuseppe Cortese
Barbaresco Rombone 2010 Florenzo Nada
Barbaresco S. Stunet 2011 Piero Busso
Barbaresco Serraboella 2010 F.lli Cigliuti
Barbera d'Alba Bric du Luv 2012 Ca' Viola
Barbera d'Alba Vittoria 2011 Gianfranco Alessandria
Barbera d'Asti Bricco dell'Uccellone 2012 Braida
Barbera d'Asti Pomorosso 2011 Coppo
Barbera d'Asti Sup. Nizza 2011 Tenuta Olim Bauda
Barbera d'Asti Sup. Nizza Acsé 2011 Scrimaglio
Barbera d'Asti Sup. Nizza Le Nicchie 2011 La Gironda
Barbera d'Asti Sup. Nizza V. Dell'Angelo 2011 Cascina La Barbatella
Barbera d'Asti Sup. V. La Mandorla 2012 Luigi Spertino
Barbera del M.to Sup. Barabba 2010 Iuli
Barbera del M.to Sup. Bricco Battista 2011 Giulio Accornero e Figli
Barolo 2010 Bartolo Mascarello
Barolo 2010 Cascina Fontana
Barolo Arborina 2010 Mauro Veglio
Barolo Brea V. Ca' Mia 2010 Brovia
Barolo Bricco delle Viole 2010 G. D. Vajra
Barolo Bricco Manzoni 2010 Silvio Grasso
Barolo Bricco Pernice 2009 Elvio Cogno
Barolo Broglio Ris. 2008 Schiavenza
Barolo Brunate 2010 Damilano
Barolo Bussia Romirasco 2010 Aldo Conterno
Barolo Bussia V. Mondoca Ris. 2008 Poderi e Cantine Oddero
Barolo Cannubi 2010 Marchesi di Barolo
Barolo Cannubi 2010 E. Pira & Figli - Chiara Boschis
Barolo Cannubi 2010 Poderi Luigi Einaudi
Barolo Cannubi Boschis 2010 Luciano Sandrone
Barolo Cerequio 2010 Michele Chiarlo
Barolo Francia 2010 Giacomo Conterno
Barolo Ginestra 2010 Paolo Conterno
Barolo Gramolere 2010 F.lli Alessandria
Barolo Lazzarito Ris. 2008 Ettore Germano
Barolo Le Rocche del Falletto Ris. 2008 Bruno Giacosa
Barolo Monprivato 2009 Giuseppe Mascarello e Figlio
Barolo Monvigliero 2009 Bel Colle
Barolo Monvigliero 2010 G. B. Burlotto
Barolo Ornato 2010 Pio Cesare
Barolo Resa 56 2010 Brandini
Barolo Rocche dell'Annunziata 2010 Renato Corino
Barolo Rocche dell'Annunziata Ris. 2008 Paolo Scavino
Barolo Serra 2010 Giovanni Rosso
Barolo V. Rionda Ris. 2008 Massolino
Barolo Villero Ris. 2007 Vietti
Boca 2010 Le Piane
Bramaterra 2010 Odilio Antoniotti
Bricco Maiolica Nebbiolo d'Alba Cumot 2011
Carema Et. Nera 2009 Ferrando
Colli Tortonesi Barbera Elisa 2011 La Colombera
Colli Tortonesi Timorasso Fausto 2012 Vigne Marina Coppi
Colli Tortonesi Timorasso Martin 2012 Franco M. Martinetti
Colli Tortonesi Timorasso Pitasso 2012 Claudio Mariotto
Costa del Vento 2012 Vigneti Massa
Dogliani Papà Celso 2013 Abbona
Dogliani Sup. San Bernardo 2011 Anna Maria Abbona
Dolcetto di Ovada Sup. Du Riva 2011 Luigi Tacchino
Erbaluce di Caluso La Rustìa 2013 Orsolani
Erbaluce di Caluso Le Chiusure 2013 Favaro
Fantino Barolo Sorì Ginestra 2010 Conterno
Gattinara Osso S. Grato 2010 Antoniolo
Gavi del Comune di Gavi Monterotondo 2012 Villa Sparina
Gavi del Comune di Gavi Bruno Broglia 2012 Vitivinicola Broglia
Ghemme 2010 Torraccia del Piantavigna
Langhe Larigi 2012 Elio Altare
Langhe Nebbiolo Sorì Tildin 2011 Gaja
Roero Gepin 2010 Stefanino Costa
Roero Giovanni Almondo Ris. 2011 Giovanni Almondo
Roero Mombeltramo Ris. 2010 Malvirà
Roero Printi Ris. 2010 Monchiero Carbone


Toscana

73 Tre Bicchieri di cui ben 24 tra Chianti Classico e Supertuscan, 11 a Montalcino e via
discorrendo. La Toscana è uno dei fiori all'occhiello per l'Italia del vino e conquista anche due
premi speciali, ecco quali
Medaglia d'argento per la Toscana con 73 premiati distribuiti tra i molti territori e le conseguenti
denominazioni. Grande performance del Chianti Classico, con 24 Tre Bicchieri, tra vini a
denominazione e Supertuscan con alcuni 2010, annata da incorniciare, ancora in circolazione. 11
premi in tutto a Montalcino, meno dello scorso anno, a causa di un’annata, la 2009, non
brillantissima. Bolgheri presenta vini da un’annata, la 2011, in linea con le caratteristiche della
zona, soprattutto per varietà coltivate: millesimo caldo ma senza esagerare, ha dato vini maturi (ma
non stra), avvolgenti ed efficaci. La Maremma dimostra di non essere sonnecchiosa, soprattutto
nell’area del Morellino dove è diffuso uno stile più elegante e di facile beva, rispetto a quello
superconcentrato di pochi anni fa. Il Nobile conferma il suo status di territorio vocato a un
Sangiovese più strutturato e tannico, con 5 premi ad aziende ormai consolidate. A completare il
caleidoscopio molti i Tre Bicchieri distribuiti in territori meno famosi ma non per questo meno
significativi. Due premi speciali: il Dolce dell’Anno (andato al Vin Santo di Carmignano Riserva
2007 – Tenuta di Capezzana) e la Cantina dell’Anno (Tenuta Sette Ponti di Antonio Moretti).


• Baffo Nero 2012 Rocca di Frassinello
• Bolgheri Rosso Sup. 2011 Podere Sapaio
• Bolgheri Rosso Sup. Millepassi 2011 Donna Olimpia 1898
• Bolgheri Sassicaia 2011 Tenuta San Guido
• Bolgheri Sup. 2011 Tenuta Argentiera
• Bolgheri Sup. L'Alberello 2011 Podere Grattamacco
• Bolgheri Sup. Sondraia 2011 Poggio al Tesoro
• Brunello di Montalcino 2009 Baricci
• Brunello di Montalcino 2009 Biondi Santi - Tenuta Il Greppo
• Brunello di Montalcino 2009 Casanova di Neri
• Brunello di Montalcino 2009 Donna Olga
• Brunello di Montalcino 2009 La Cerbaiola
• Brunello di Montalcino 2009 Pietroso
• Brunello di Montalcino Altero 2009 Poggio Antico
• Brunello di Montalcino Ris. 2008 Caprili
• Brunello di Montalcino V. Loreto 2009 Mastrojanni
• Brunello di Montalcino V. Manapetra 2009 La Lecciaia
• Carmignano Ris. 2011 Piaggia
• Chianti Cl. 2011 Val delle Corti
• Chianti Cl. 2012 Badia a Coltibuono
• Chianti Cl. 2012 Bandini - Villa Pomona
• Chianti Cl. Ama 2011 Castello di Ama
• Chianti Cl. Baron'Ugo Ris. 2010 Monteraponi
• Chianti Cl. Castello di Radda Ris. 2011 Castello di Radda
• Chianti Cl. Colledilà Gran Sel. 2011 Barone Ricasoli
• Chianti Cl. Il Grigio da San Felice Gran Sel. 2010 San Felice
• Chianti Cl. Il Solatio Gran Sel. 2010 Castello d'Albola
• Chianti Cl. Ris. 2011 Brancaia
• Chianti Cl. Ris. 2011 Castello di Monsanto
• Chianti Cl. Ris. 2011 Fattoria Nittardi
• Chianti Cl. Ris. Gran Sel. 2010 Tenuta di Lilliano
• Chianti Cl. V. Casi Ris. 2011 Castello di Meleto
• Chianti Cl. Vign. di Campolungo Gran Sel. 2010 Lamole di Lamole
• Chianti Cl. Vigna La Prima Gran Sel. 2010 Castello di Vicchiomaggio
• Chianti Rufina V. V. Ris. 2011 Marchesi de' Frescobaldi
• Coevo 2011 Famiglia Cecchi
• Colline Lucchesi Tenuta di Valgiano 2011 Tenuta di Valgiano
• Cortona Syrah 2011 Stefano Amerighi
• Cortona Syrah Il Castagno 2011 Fabrizio Dionisio
• Fontalpino Do ut des 2011 Fattoria Carpineta
• Galatrona 2011 Fattoria Petrolo
• I Sodi di S. Niccolò 2010 Castellare di Castellina
• Il Brecciolino 2011 Castelvecchio
• La Querce 2011 Le Querce
• Le Pergole Torte 2011 Montevertine
• Lupicaia 2010 Castello del Terriccio
• Masseto 2011 Tenuta dell'Ornellaia
• Montecucco Sangiovese Lombrone Ris. 2010 Colle Massari
• Morellino di Scansano 2012 Poggio Trevvalle
• Morellino di Scansano Calestaia Ris. 2010 Roccapesta
• Morellino di Scansano Madrechiesa Ris. 2011 Terenzi
• Nobile di Montepulciano 2011 Podere Le Berne
• Nobile di Montepulciano 2011 Tenute del Cerro
• Nobile di Montepulciano Asinone 2011 Poliziano
• Nobile di Montepulciano Nocio dei Boscarelli 2010 Poderi Boscarelli
• Nobile di Montepulciano Salco 2010 Salcheto
• Oreno 2011 Tenuta Sette Ponti
• Orma 2011 Podere Orma
• Paleo Rosso 2011 Le Macchiole
• Petra Rosso 2011 Petra
• Picconero 2010 Tolaini
• Poggiassai 2011 Poggio Bonelli
• Poggio ai Chiari 2007 Colle Santa Mustiola
• Poggio alle Nane 2011 Tenuta Le Mortelle
• Rocca di Frassinello 2012 Rocca di Frassinello
• Rosso di Montalcino 2010 Stella di Campalto - Podere San Giuseppe
• Rossole 2012 Borgo Salcetino
• Siepi 2011 Castello di Fonterutoli
• Vernaccia di S. Gimignano Albereta Ris. 2011 Il Colombaio di Santa Chiara
• Vernaccia di S. Gimignano Tradizionale 2012 Montenidoli
• Vin Santo di Carmignano Ris. 2007 Tenuta di Capezzana


Veneto


Amarone, Valpolicella Superiore e poi Custoza, Soave, Prosecco. Sono i tesori enologici del Veneto
che quest'anno vede premiati vini di annate diverse, ben 10. Un palma res che è anche una sintesi du
come sia cambiato il mondo del vino dal 2003.
I Tre Bicchieri del Veneto premiano vini di 10 annate diverse. Dal 2003 a oggi tante cose sono
cambiate, a partire dai gusti per approdare all'attenzione alla sostenibilità, e a un rinnovato interesse
per i vitigni autoctoni e le tradizioni. Fino al desiderio di creare vini che restituissero una fotografia
fedele dell'andamento climatico di ogni annata e dei profili caratteristici di ogni vitigno. Così anche
se l'Amarone continua a essere il vino più premiato, testimonia di questa trasformazione con
prodotti molto più eleganti e tesi che in passato. Mentre per la Valpolicella Superiore trova
espressioni più identitarie rispetto all’Amarone, con risultati sempre più incisivi e raffinati. Il
Custoza è ormai uno dei grandi bianchi della regione, insieme al Soave, punto di raccordo tra la
potenza e la tensione, mentre a Valdobbiadene sono sempre di più le aziende che sanno esaltare la
delicata ed effervescente aromaticità del Prosecco. A questi si unisce una ricca batteria di piccoli
gioielli regionali. In Veneto anche il premio per il miglior Rapporto Qualità Prezzo dell’anno.


Amarone della Valpolicella 2010 Corte Sant'Alda
Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 2010 Tenuta Sant'Antonio
Amarone della Valpolicella Cl. 2010 Allegrini
Amarone della Valpolicella Cl. 2010 Brigaldara
Amarone della Valpolicella Cl. Caloetto 2006 Le Ragose
Amarone della Valpolicella Cl. Casa dei Bepi 2009 Viviani
Amarone della Valpolicella Cl. Costasera Ris. 2009 Masi
Amarone della Valpolicella Cl. La Mattonara Ris. 2003 Zymè
Amarone della Valpolicella Cl. S. Rocco Domini Veneti 2008 Cantina Valpolicella Negrar
Amarone della Valpolicella Cl. Vign. Monte Ca' Bianca 2009 Lorenzo Begali
Bardolino Cl. Brol Grande 2012 Le Fraghe
Brut Grave di Stecca 2011 Nino Franco
Cartizze V. La Rivetta Villa Sandi
Colli Euganei Cabernet Borgo delle Casette Ris. 2010 Il Filò delle Vigne
Colli Euganei Rosso Gemola 2008 Vignalta
Colli Euganei Rosso Serro 2011 Il Mottolo
Cristina V. T. 2011 Roeno
Custoza Mael 2013 Corte Gardoni
Custoza Sup. Amedeo 2012 Cavalchina
Custoza Sup. Ca' del Magro 2012 Monte del Frà
Lugana Molceo Ris. 2012 Ottella
Montello e Colli Asolani Il Rosso dell'Abazia 2011 Serafini & Vidotto
Recioto della Valpolicella Cl. Uva Passa 2011 Villa Bellini
Soave Cl. Campo Vulcano 2013 I Campi
Soave Cl. La Rocca 2012 Leonildo Pieropan
Soave Cl. Monte Carbonare 2012 Suavia
Soave Cl. Monte Fiorentine 2013 Ca' Rugate
Soave Sup. Il Casale 2013 Agostino Vicentini
Valdobbiadene Brut Particella 68 2013 Sorelle Bronca
Valdobbiadene Brut Rive di Col San Martino Cuvée del Fondatore Graziano Merotto 2013 Merotto
Valdobbiadene Brut Vecchie Viti 2013 Ruggeri & C.
Valdobbiadene Rive di Farra di Soligo Brut Col Credas 2013 Adami
Valpolicella Cl. Sup. Camporenzo 2011 Monte dall'Ora
Valpolicella Sup. 2012 Musella
Valpolicella Sup. 2010 Marion
Valpolicella Sup. 2011 Roccolo Grassi


Friuli Venezia Giulia

27 Tre Bicchieri (di cui 26 a vini bianchi) denotano l'ottimo stato di salute di una regione, il Friuli
Venezia Giulia, che porta sul podio, uno di fianco all'altro, grandi cantine storiche, giovani e
giovanissimi produttori. E si conferma laboratorio di ricerca di nuove strade ed elaborazione di
tendenze e orientamenti.
È una regione di grandi bianchi e uno straordinario laboratorio che, negli anni, ha esplorato nuove
strade ed elaborato tendenze poi raccolte in altri angoli d'Italia. E il risultato di quest'anno conferma
la buona forma di cui gode il Friuli Venezia Giulia: 27 Tre Bicchieri (di cui 26 bianchi) con il Collio
che la fa da padrone (con ben 14 Tre Bicchieri) e gli altri a seguire. Grandi cantine storiche e
giovani e giovanissimi produttori che confermano la vocazione alla ricerca e allo studio delle
potenzialità di queste colline. Ci sono Collio, Isonzo, Carso, Grave. Un inno ai bianchi che trovano
qui una definizione stilistica impareggiabile, per esempio nei Pinot Bianchi premiati, provenienti da
diversi terroir. Impossibile non segnalare, infine, la buona prestazione degli orange wine che anche
anche in assenza del caposcuola Gravner, trovano nel Friuli la culla della macerazione sulle bucce.
Carso Vitovska V. Collezione 2009 Zidarich
COF Ellegri 2013 Ronchi di Manzano
COF Pinot Grigio 2013 Torre Rosazza
COF Rosso Sacrisassi 2012 Le Due Terre
COF Sauvignon Zuc di Volpe 2013 Volpe Pasini
Collio 2013 Ronco Blanchis
Collio Bianco Broy 2013 Collavini
Collio Chardonnay Gmajne 2011 Primosic
Collio Friulano 2013 Schiopetto
Collio Friulano Manditocai 2012 Livon
Collio Malvasia 2013 Doro Princic
Collio Malvasia 2013 Ronco dei Tassi
Collio Pinot Bianco 2013 Franco Toros
Collio Pinot Bianco 2013 Castello di Spessa
Collio Pinot Bianco 2013 Picéch
Collio Sauvignon 2013 Tiare - Roberto Snidarcig
Collio Sauvignon Ronco delle Mele 2013 Venica & Venica
Friuli Grave Pinot Bianco 2013 Le Monde
Friuli Isonzo Friulano Dolée 2012 Vie di Romans
Friuli Isonzo Pinot Grigio Gris 2012 Lis Neris
Malvasia 2010 Damijan Podversic
Noans 2012 Tunella
Ograde 2012 Skerk
Rosazzo Bianco Terre Alte 2012 Livio Felluga
Severo Bianco 2012 Ronco Severo
Vintage Tunina 2012 Jermann
W.... Dreams.... 2012 Jermann


Campania

20 Tre Bicchieri, di cui ben 7 da agricoltura biologica o biodinamica e 6 altrettanti al loro esordio
con i Tre Bicchieri. È una fotografia che rende merito alla vivacità della Campania, patrimonio di
territori, culture produttive e interpretazioni stilistiche diverse.
E’ facile, ma anche piacevole, perdersi per le tortuose vie del vino campano. Vuoi per la
frammentazione di territori con culture produttive, esposizioni e formazioni geologiche diverse, i
vulcani spenti come nel caso di Roccamonfina, il Vesuvio, le isole, i vigneti sempre più d’alta quota
– fino a superare i 700 metri di quota a ridosso dei Monti Picentini – le vigne a strapiombo sul
mare. Vuoi per i tanti vecchissimi appezzamenti a piede franco, per una varietà di linguaggi e
interpretazioni stilistiche – anche e soprattutto all’interno di una stessa denominazione –
francamente straordinario. Difficile tracciare dei punti di contatto, non lo è invece imbattersi in vini
senza filtri territoriali, diretti, con una capacità di evocare il luogo produttivo a volte quasi
spiazzante. Grandi bianchi capaci di declinare un campionario di tratti minerali che si associano via
via a toni fume, ai respiri sulfurei, al ritmo salino e iodato per le versioni più vicine al mare. Una
mineralità che trascina sapore e sensazioni mediterranee: l’identikit dei perfetti compagni di tavola.
Un potenziale ancora inesplorato, come la loro diffusa capacità di sfidare il tempo. Poi ci sono i
grandi classici, i garagisti, i bei rossi. La vivacità regionale è confermata dalle moltissime aziende al
loro primo ingresso in Guida. E ben 6 all’esordio con i Tre Bicchieri, sui 20 regionali, provengono
da una viticoltura biologica o biodinamica certificata.


Campi Flegrei Falanghina 2013 La Sibilla
Cilento Fiano Pietraincatenata 2012 Luigi Maffini
Costa d'Amalfi Bianco Puntacroce 2013 Raffaele Palma
Fiano di Avellino 2013 Colli di Lapio
Fiano di Avellino 2012 Rocca del Principe
Fiano di Avellino 2013 Pietracupa
Fiano di Avellino Béchar 2013 Antonio Caggiano
Fiano di Avellino Pietramara 2013 I Favati
Greco di Tufo Claudio Quarta 2012 Sanpaolo - Magistravini
Greco di Tufo V. Cicogna 2013 Benito Ferrara
Grecomusc' 2012 Contrade di Taurasi
Montevetrano 2012 Montevetrano
Pian di Stio 2013 San Salvatore
Sabbie di Sopra il Bosco 2012 Nanni Copè
Sannio Falanghina Fois 2013 Cautiero
Sannio Falanghina Janare 2013 La Guardiense
Sannio Falanghina Svelato 2013 Terre Stregate
Taburno Falanghina 2013 Fontanavecchia
Taurasi 2010 Urciuolo
Taurasi Ris. 2006 Perillo


Marche

Nelle Marche i Tre Bicchieri 2015 raccontano di una ragione divisa in due, a nord il bianco, al sud
quasi esclusivamente rosso. La realtà però è ben più complessa. E ve la raccontiamo qui.
A scorrere la lista dei Tre Bicchieri 2015 si ottiene un quadro estremamente polarizzato del
panorama marchigiano. A nord il bianco, al sud quasi esclusivamente rosso. La realtà però è ben più
complessa. Nel Piceno si delineano diverse scuole di pensiero sul Pecorino: grinta salina e verticale
o altre apprezzate traduzioni personali. Si nota un generale miglioramento per i rossi dive si punta
sulla freschezza del frutto e sulla moderazione della concia aromatica del legno pur senza rinunciare
alla materica generosità delle uve montepulciano e sangiovese. Nel mondo del Verdicchio -Jesi e
Matelica- si attinge al patrimonio d’una molteplicità d’interpretazioni. Sia che si persegua uno stile
nervoso e salino o che si lasci prevalere l’intensità, la forza e la capacità a generare sapore, i
premiati hanno nella finezza olfattiva e nell’eleganza gustativa il tratto che li lega tutti. Più
controversa la prova di altri territori viticoli. Se il Pollenza continua a creare vini d’impeccabile
taglio internazionale, il resto della provincia di Macerata fatica a guadagnare prestigio.


Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Crisio Ris. 2012 CasalFarneto
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Il Cantico della Figura Ris. 2011 Andrea Felici
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Villa Bucci Ris. 2012 Bucci
Il Pollenza 2011 Il Pollenza
Offida Pecorino Artemisia 2013 Tenuta Spinelli
Offida Rosso Barricadiero 2011 Aurora
Offida Rosso Grifola 2011 Poderi San Lazzaro
Piceno Morellone 2008 Le Caniette
Rosso Piceno Sup. Roggio del Filare 2011 Velenosi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Capovolto 2013 La Marca di San Michele
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Il Priore 2012 Sparapani - Frati Bianchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Misco 2013 Tenuta di Tavignano
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2012 Gioacchino Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vecchie Vigne 2012 Umani Ronchi
Verdicchio di Matelica Collestefano 2013 Collestefano
Verdicchio di Matelica Jera Ris. 2010 Borgo Paglianetto
Verdicchio di Matelica Mirum Ris. 2012 La Monacesca


Emilia Romagna

La rivoluzione silenziosa è quella delle cantine cooperative e del Lambrusco in particolare, sempre
in crescita per qualità e carattere, soprattutto per il Sorbara, che ottiene ben 5 Tre Bicchieri. Sul
podio anche l'altro grande protagonista della regione, il Sangiovese.
È il Lambrusco il protagonista della regione con una rivoluzione silenziosa che porta in prima linea
le cantine cooperative, oggi impegnate nella conquista di un mercato internazionale con una
proposta di produzioni in bottiglia di grande qualità e carattere. Non è l’unica notizia dal mondo del
Lambrusco perche c’è da raccontare il successo del Sorbara, un vino che dieci anni fa sembrava
destinato all’oblio e oggi è protagonista di un successo senza pari con una serie di vini pieni di
carattere, taglienti e vibranti. Poi c'è un nuovo protagonista. Si tratta di un vitigno bianco, l’albana,
originale per la capacità di produrre uve di grande acidità con bucce tanniche e fragili. Il Sangiovese
resta comunque l’indiscusso protagonista della Romagna e sempre di più si va affermando la
capacità di produrre ottimi Superiore. Sono vini freschi, agili, netti nel frutto e convincenti anche
sulla capacità di reggere il tempo. Due i terroir che si sono identificati: le argille della prima quinta
collinare e le marne della parte alta delle valli. Il Pignoletto è un altro caso di successo e si stanno
identificando due grandi areali produttivi: la pianura tra Bologna e Modena che produce vini
frizzanti semplici e popolari e i colli sopra Bologna che possono invece ambire a produzioni di
qualità più alta. I Colli Piacentini, e questa è una buona notizia, hanno una nuova leva di piccoli
produttori che presentano vini coraggiosi e interessanti, una sorta di nouvelle vague del territorio
che abbiamo seguito con attenzione fin dai primissimi passi.


Lambrusco di Sorbara Radice 2013 Gianfranco Paltrinieri
Lambrusco di Sorbara Rimosso 2013 Cantina della Volta
Lambrusco di Sorbara Secco Omaggio a Gino Friedmann 2013 Cantina Sociale di Carpi e Sorbara
Lambrusco di Sorbara V. del Cristo 2013 Cavicchioli U. & Figli
Lambrusco di Sorbara Vecchia Modena Premium 2013 Chiarli 1860
Poggio Tura 2010 Vigne dei Boschi
Reggiano Lambrusco Concerto 2013 Ermete Medici & Figli
Sangiovese di Romagna I Probi di Papiano Ris. 2011 Villa Papiano
Sangiovese di Romagna Predappio di Predappio V. del Generale 2011 Fattoria Nicolucci
Sangiovese di Romagna San Vicinio Monte Sasso 2012 Braschi
Sangiovese di Romagna Sup. Pietramora Ris. 2011 Fattoria Zerbina
Sangiovese di Romagna V. 1922 Ris. 2011 Torre San Martino


Umbria


L’Umbria cresce. Forse non nei numeri ma con un percorso qualitativo costante e, fatto ancor più
rilevante per una piccola regione, con una rinnovata capacità di realizzare bottiglie originali, figlie
di percorsi sempre più chiari, cercati, consapevoli. Chi sono i premiati con i Tre Bicchieri? Ve lo
diciamo qui.
L’Umbria cresce. Forse non per quantità, visto che la regione contribuisce alla produzione
nazionale con meno di 1 milione di ettolitri di vino, ma con un percorso qualitativo costante con una
rinnovata capacità di realizzare bottiglie originali. Tutti sono alle prese, chi più chi meno, con
un’azione volta a smarcarsi dall’affollato mondo di vini troppo standardizzati. Del resto gli umori di
critica, appassionati e mercato hanno oggi come parole d’ordine territorio, eleganza, originalità,
identità. Ecco allora che la regione ha imboccato la via dei vitigni autoctoni, almeno nei casi in cui
era possibile, di denominazioni classiche che sembravano passate di moda e di vini dal sapore più
marcatamente locale. Ovvio che il caso Sagrantino sia in questo senso paradigmatico,
numericamente e qualitativamente inarrivabile. Accanto a esso, però, altre varietà che parevano
destinate all’oblio stanno dimostrando il loro valore. Per esempio riportando alla luce, dopo la
sbornia rossista degli anni Novanta e dei primi Duemila, il volto bianco dell’Umbria. E allora ecco
di nuovo i Grechetto, i Trebbiano (specie Spoletino), le Malvasia. Così come, sull’altra sponda, i
Ciliegiolo, i Trasimeno Gamay, forse i Grero di domani. Un percorso in divenire che, insieme alla
maturità delle aziende di più lungo corso e al dinamismo delle nuove, regalano un caleidoscopio
stilistico sconosciuto che rende la mappa enologica regionale molto più sfaccettata e complessa.


Cervaro della Sala 2012 Castello della Sala
Colle Ozio Grechetto 2012 Leonardo Bussoletti
Montefalco Sagrantino 2010 Perticaia
Montefalco Sagrantino 2009 Antonelli - San Marco
Montefalco Sagrantino 2010 Romanelli
Montefalco Sagrantino 25 Anni 2010 Arnaldo Caprai
Montefalco Sagrantino Campo alla Cerqua 2010 Giampaolo Tabarrini
Montefalco Sagrantino Collenottolo 2010 Tenuta Bellafonte
Montefalco Sagrantino Della Cima 2010 Villa Mongalli
Orvieto Cl. Sup. Luigi e Giovanna Villa Monticelli 2011 Barberani
Torgiano Rosso V. Monticchio Ris. 2009 Lungarotti


Abruzzo

I vini d'Abruzzo? Sono la traduzione liquida del paesaggio abruzzese, che in pochi chilometri spazia
dal verde Adriatico ai ghiacciai. E i Tre Bicchieri di quest’anno ne sono il riflesso fedele: una
squadra di vini eterogenea per provenienza, ma simile per qualità. Ecco la lista dei premiati.
Anno dopo anno i vini abruzzesi diventano più buoni e interessanti e a noi non resta che registrare il
fenomeno e certificarlo per quel che ci compete. Più di 150 aziende provate, oltre 600 campioni,
aziende storiche, grandi cooperative che svolgono un’azione sociale sul territorio, cantine nuove e
artigiane che lavorano nel solco di una tradizione importante e nobilmente contadina. E poi i vini: il
Montepulciano d’Abruzzo è un rosso sempre più ritmico e tradizionale (anche se fatica a trovare
una giusta collocazione sui mercati internazionali, per il prezzo spesso troppo basso e lo stile
iperconcentrato), il Trebbiano torna a essere davvero d’Abruzzo, con vini eleganti, capaci di
invecchiamenti strepitosi, spesso grazie alle fermentazioni spontanee che salvaguardano i delicati
profumi varietali. È proprio il Vigneto Capestrano ’12 di Valle Reale ad aggiudicarsi il premio di
Migliore Bianco dell’Anno. Il Cerasuolo, nervoso e complesso, è perfetto compagno a tavola. Il
Pecorino dimostra di essere un grande vitigno. Una ricchezza che è traduzione liquida del paesaggio
abruzzese, che in pochi chilometri spazia dal verde Adriatico ai ghiacciai. E i Tre Bicchieri di
quest’anno sono il riflesso fedele di questa temperie, una squadra di vini eterogenea per
provenienza, ma simile per qualità.


Abruzzo Pecorino 2013 I Fauri
Abruzzo Pecorino Nativae 2013 Tenuta Ulisse
Amorino 2010 Castorani Montepulciano d'Abruzzo
Montepulciano d'Abruzzo Cocciapazza 2011 Torre dei Beati
Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane Zanna Ris. 2010 Dino Illuminati
Montepulciano d'Abruzzo Malandrino 2012 Luigi Cataldi Madonna
Montepulciano d'Abruzzo Marina Cvetic 2011 Masciarelli
Montepulciano d'Abruzzo Prologo 2012 Nicoletta De Fermo
Montepulciano d'Abruzzo Rosso del Duca 2012 Villa Medoro
Montepulciano d'Abruzzo S. Clemente Ris. 2011 Ciccio Zaccagnini
Montepulciano d'Abruzzo Spelt Ris. 2010 La Valentina
Pecorino 2013 Tiberio
Trebbiano d'Abruzzo 2010 Valentini
Trebbiano d'Abruzzo C'Incanta 2011 Cantina Tollo
Trebbiano d'Abruzzo V. di Capestrano 2012 Valle Reale


Trentino

Il TrentoDoc fa la parte dei leone, ma poi? Ecco cos'altro c'è di bello e di buono quest'anno in
Trentino. Grandi e piccole aziende che raccontano questa terra ai piedi delle Alpi.
Il Trentino si ripete bissando il risultato dello scorso anno. Ma volendo analizzare il dato numero
cosa troviamo? Troviamo il TrentoDoc, con in testa la Riserva del Fondatore e gli altri a seguire.
Ma troviamo anche bianchi e rossi. È la fotografia di una terra dove convivono realtà diverse: le
grandi cooperative e marchi internazionali che guardano al mercato globale, e aziende medie, e più
spesso ancora piccole e piccolissime, di produttori vignaioli, vigorosamente individualisti, che sono
votati all'espressione più pura e naturale possibile delle loro uve da vigne di montagna. Due mondi
che dialogano con difficoltà ma finiscono poi per parlare la stessa lingua, quella della qualità e della
ricerca della tipicità e dell’eleganza che queste vigne ai piedi delle Alpi riescono a imprimere ai vini
del Trentino.


San Leonardo 2008 San Leonardo
Teroldego Rotaliano Vigilius 2012 De Vescovi Ulzbach
Trentino Müller Thurgau V. delle Forche 2013 La Vis/Valle di Cembra
Trento Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2004 Ferrari
Trento Brut Letrari Ris. 2009 Letrari
Trento Brut Methius Ris. 2008 F.lli Dorigati
Trento Domìni Nero 2009 Abate Nero
Trento Mach Riserva del Fondatore 2009 San Michele all'Adige
Trento Pas Dosé Balter Ris. 2009 Nicola Balter
Trento Rotari Flavio Ris. 2007 MezzaCorona


Lazio

Finalmente uno scossone nel panorama vitivinicolo del Lazio. Territori, vitigni e ambizione alla
qualità che restituiscono l'immagine di una regione in netta crescita.
Lamentavamo una crescita eccessivamente lenta del Lazio, troppo livellata su prodotti ben
realizzati, ma senza mai l'ambizione all'eccellenza, quest’anno invece abbiamo registrato con
piacere una serie di nuove realtà e situazioni che ci fanno ben sperare. La valorizzazione del
Grechetto, a nostro parere il vitigno di quel territorio con le maggiori potenzialità, la rinascita della
produzione di valore nell’isola di Ponza, la crescita in senso qualitativo, finalmente, del Frascati.
Quest'anno, dunque, nell'elenco dei premiati si affiancano ai soliti noti, che sono poi i nomi che
riescono a conciliare qualità e costanza nei risultati, anche delle belle sorprese.
Biancolella Faro della Guardia 2013 Casale del Giglio
Cesanese del Piglio Sup. Hernicus 2012 Coletti Conti
Fiorano Bianco 2012 Tenuta di Fiorano
Frascati Sup. Epos 2013 Poggio Le Volpi
Frascati Sup. Poggio Verde 2013 Pallavicini
Grechetto Latour a Civitella 2011 Mottura
Montiano2012 Falesco


Sardegna

Cantine storiche, nuove realtà vitivinicole, ma anche territori fino a ora sottovalutati che iniziano a
esprimersi con grande efficacia. Questa la fotografia attuale della Sardegna del vino.
La qualità media della Sardegna del vino è ormai alta, con nuove eccellenze che si affiancano a
quelle che hanno fatto la storia dell’Isola. E lo si può vedere anche in un'annata come il 2013:
difficile, fresca nel complesso, ma incostante a livello climatico e dai rischi diversi. Eccellenti i
bianchi, vere espressioni di alcune varietà in determinati terroir, per esempio il vermentino:
fuoriclasse in Gallura, capace di stupire in altre zone, come Usini o Serdiana. Ottima prestazione
anche tra i rossi. Come il Cannonau di Sardegna d’annata, soprattutto se giocato su bevibilità e
leggiadria, nelle maturazioni più lunghe hanno un ruolo centrale i terroir, che devono essere quelli
giusti. Anche zone fino ad ora sottovalutate con l'emergere del Mandrolisai. A conferma di questo
c'è il premio al Viticoltore dell’Anno, che quest’anno va a Giuseppe Gabbas, per la totale dedizione
con cui segue le proprie vigne.


Alghero Marchese di Villamarina 2009 Sella & Mosca
Barrile 2011 Contini
Cannonau di Sardegna Barrosu Franzisca Ris. 2011 Montisci
Cannonau di Sardegna Cl. Dule 2011 Gabbas
Cannonau di Sardegna Ris. 2012 Pala
Capichera 2012 Capichera
Carignano del Sulcis 2010 6Mura - Cantina Giba
Carignano del Sulcis Sup. Arruga 2009 Sardus Pater
Carignano del Sulcis Sup. Terre Brune 2010 Santadi
Mandrolisai Sup. Antiogu 2011 Fradiles
Turriga 2010 Argiolas
Vermentino di Gallura Sup. Sciala 2013 Surrau
Vermentino di Gallura Sup. Sienda 2013 Mura


Liguria

La Liguria del vino cresce. A piccoli passi, ma con costanza e sempre maggiore qualità. Nuovi
produttori, territorio, lavoro certosino. I frutti? Veli raccontiamo qui.
La viticoltura ligure è difficoltosa, i muretti a secco indispensabili, i vigneti spesso frazionati, il
lavoro richiesto certosino. Ma i risultatiripagano degli sforzi, con vini unici che racchiudono i tanti
sapori del Mediterraneo. Ai pionieri succedono già nuovi proseliti che percorrono lastrada della
qualità mentre le aree vitivinicole hanno acquisito, ormai, una loro identità. E intanto tutta la
regione cresce. I premiati sono 7 di altrettante aziende. Ecco quali.


Cinque Terre 2013 Bonanini
Colli di Luni Vermentino Et. Nera 2013 Lunae Bosoni
Colli di Luni Vermentino Il Maggiore 2013 Lambruschi
Dolceacqua Bricco Arcagna 2012 Terre Bianche
Dolceacqua Galeae 2013 Ka' Manciné
Riviera Ligure di Ponente Pigato Cycnus 2013 Poggio dei Gorleri
Riviera Ligure di Ponente Pigato U Baccan 2012 Bruna


Valle d'Aosta e Basilicata

Dal nord al sud, l'Italia enologica continua la sua evoluzione, anche se con ritmo diverso da regione
a regione. Come sta andando per Valle d'Aosta e Basilicata nella Guida Vini d'Italia 2015 del
Gambero Rosso? Ve lo diciamo qui.
Un territorio particolare che genera vini particolari, purtroppo ancora costretti a prodotti di facile
consumo. Così la Valle d'Aosta non esprime ancora in pieno il suo potenziale, anche se il panorama
è vivace, con la nascita costante di nuove aziende e nuovi investimenti. Non sempre si centra
l'obiettivo: manca un'analisi più approfondita al connubio vitigno/terroir, per esempio, ma
l'attitudine alla sostenibilità e l'interesse ai vitigni autoctoni segnano due importanti punti a favore.
Discorso diverso per la Basilicata: qui la star è ancora l'Aglianico del Vulture, ma le denominazioni
crescono, e con loro i produttori determinati a fare qualità e sfruttare le potenzialità della regione.
Anche Matera inizia a proporsi con maggiore decisione sui banchi degli assaggi a testimonianza di
una regione in crescita tanto per quantità che per qualità.


TRE BICCHIERI 2015. VALLE D'AOSTA


Valle d'Aosta Chambave Moscato Passito Prieuré 2012 Crotta di Vegneron
Valle d'Aosta Chambave Muscat 2012 Vrille
Valle d'Aosta Fumin 2012 Ottin
Valle d'Aosta Petite Arvine 2013 Le Crêtes
Valle d'Aosta Pinot Gris 2013 Lo Triolet


TRE BICCHIERI 2015. BASILICATA


Aglianico del Vulture Il Repertorio 2012 Cantine del Notaio
Aglianico del Vulture Re Manfredi 2011 Terre degli Svevi
Aglianico del Vulture Rotondo 2011 Paternoster
Aglianico del Vulture Titolo 2012 Fucci


Lombardia

Franciacorta e Oltrepò Pavese conquistano, con le sole bollicine, oltre la metà del palmarès della
regione. Un ottimo risultato che lascia intuire ancora nuovi, ulteriori, miglioramenti.
23 premi confermano lo stato di grazia dell’enologia lombarda, frutto di decenni d’investimenti,
sperimentazioni e impegno nello studio dei terroir. I prima linea troviamo i vini spumanti sono in
prima linea con la Franciacorta e l'Oltrepò Pavese. Poi ci sono Valtellina e bresciano. Un quadro
d’insieme positivo, con denominazioni classiche in primo piano. Ma la Lombardia del vino non si
esaurisce in questi terroir. Dalla Valcamonica al Mantovano, da Botticino alla collina milanese di
San Colombano c’è molto ancora da scoprire. E ne vale la pena. E i due premi speciali aggiudicatesi
dalla Lombardia coronano l'ottimo andamento della regione.


Brut 'More 2010 Castello di Cigognola
Brut Cl. Nature Monsupello
Franciacorta Brut Cuvée Alma Bellavista
Franciacorta Brut Nature Barone Pizzini
Franciacorta Collezione Grandi Cru 2008 Cavalleri
Franciacorta Extra Brut 2008 Lo Sparviere
Franciacorta Extra Brut Cuvée Annamaria Clementi Rosé Ris. 2006 Ca' del Bosco
Franciacorta Extra Brut EBB 2009 Il Mosnel
Franciacorta Extra Brut Lucrezia Et. Nera 2004 Castello Bonomi
Franciacorta Pas Dosé 33 Ris. 2007 Ferghettina
Franciacorta Satèn Palazzo Lana 2006 Berlucchi & C.
Lugana Brolettino 2012 Ca' dei Frati
Lugana Molin 2013 Provenza - Cà Maiol
OP Cruasé Oltrenero Tenuta Il Bosco
OP Pinot Nero Brut Cl. 1870 2010 F.lli Giorgi
OP Pinot Nero Brut Cl. Conti Vistarino 1865 2008 Conte Vistarino
OP Pinot Nero Giorgio Odero 2011 Frecciarossa
OP Rosso Cavariola Ris. 2010 Bruno Verdi
Valtellina Sforzato Ronco del Picchio 2010 Sandro Fay
Valtellina Sfursat C. Negri 2011 Nino Negri
Valtellina Sfursat Fruttaio Ca' Rizzieri 2010 Aldo Rainoldi
Valtellina Sup. Dirupi Ris. 2011 Dirupi
Valtellina Sup. Sassella Stella Retica Ris. 2010 Ar.Pe.Pe.


Molise e Calabria

Finalmente anche il “piccolo” Molise inizia a dare prova di interpretazioni del territorio di maggiore
interesse, mentre la Calabria continua a presentare una produzione a due velocità che, comunque, ci
lasciano ben sperare.
Molto lentamente, ma anche l'enologia molisana sta cambiando, registrando finalmente qualche
timida evoluzione che dà conto di un territorio con una grande vocazione alla viticultura sino a ora
mortificato da interpretazioni tutte potenza e internazionalità, o marcate da ingenuità, spinte rustiche
o un debole troppo dichiarato per l'enologia moderna. Ma qualcosa sta cambiando, dicevamo. E il
territorio inizia a diventare protagonista. Che la Calabria possa esprimersi con un buon livello
qualitativo, invece, non è una novità. Ma ancora vediamo una regione a due velocità: da una parte
un piccolo gruppo di produttori che non ha nulla da invidiare ai colleghi di altre regioni, che in
questi anni hanno investito (anche molto) sulla ricerca, nei vigneti e in cantina e che oggi
riscontrano un netto miglioramento della qualità e della continuità produttiva; dall’altra, quelli che
iniziano ora e ancora non trovano continuità nei risultati. Anche la distribuzione sul territorio
registra grosse differenze per produzione e qualità.


TRE BICCHIERI 2015. MOLISE


Aglianico 2010 Borgo di Colloredo
Molise Rosso Don Luigi Ris. 2011 Di Majo Norante


TRE BICCHIERI 2015. CALABRIA

Grisara 2013 Ceraudo
Magno Megonio 2012 Librandi
Masino 2012 iGreco
Moscato Passito 2013 Viola


Puglia

La lista ufficiale dei Tre Bicchieri della Puglia è quasi completamente ad appannaggio dei vini
appartenenti alle denominazioni di origine controllata. L'orientamento sembra essere passare
dall'esaltazione del vitigno a quella del territorio.
Trovare la Puglia ai vertici della produzione italiana ormai non è più una sorpresa. Il miglioramento,
pur complessivo, riguarda soprattutto la zona delle denominazioni di origine a base primitivo. Certo
che la diffusione, anche qui, di un sistema di denominazione di origine passe-partout (per esempio
la denominazione Gioia del Colle include vini realizzati con uve diverse) non aiuta a tracciare
un'identità facilmente riconoscibile e apprezzabile dal consumatore. Ci sembra importante passare
dall'esaltazione del vitigno a quella del territorio, puntare proprio sul radicamento nel territorio.
Fare sistema per promuoverlo, approfondire la conoscenza delle caratteristiche delle varie zone
vinicole, salvaguardarne, per esempio, i vecchi impianti ad alberello e il ritorno nei nuovi vigneti a
questo sesto d’impianto, almeno nelle zone che tradizionalmente lo utilizzavano. E non è un caso
che dei dodici Tre Bicchieri quest’anno solo due non appartengono a denominazioni di origine
controllata.


Castel del Monte Rosso Bolonero 2012 Torrevento
Castel del Monte Rosso Trentangeli 2011 Tormaresca
Gioia del Colle Primitivo 17 Vign. Montevella 2011 Polvanera
Gioia del Colle Primitivo Et. Nera C.da San Pietro 2012 Plantamura
Gioia del Colle Primitivo Marpione Ris. 2010 Viglione
Gioia del Colle Primitivo Muro Sant'Angelo Contrada Barbatto 2011 Chiaromonte
Negroamaro 2011 Carvinea
Primitivo di Manduria Es 2012 Fino
Primitivo di Manduria Giravolta 2012 Racemi
Salice Salentino Rosso Per Lui Ris. 2012 Leone de Castris
Salice Salentino Rosso Selvarossa Ris. 2011 Due Palme
Torre Testa 2012 Rubino


Alto Adige

La lista ufficiale dei Tre Bicchieri dell'Alto Adige rende merito a un periodo felice, di crescita
ampelografica e di un approccio più consapevole e coraggioso al mercato, che sta vivendo la
provincia di Bolzano.
Nell'ultimo decennio l'Alto Adige ha segnato un'evoluzione importante tanto della base
ampelografica, quanto nella mentalità e nell'approccio verso i mercati, vecchi e nuovi. Oggi è una
regione dinamica in continuo movimento, in cui sempre più giovani tornano a vinificare anziché
vendere le uve, nonostante la fase economica poco favorevole. Conseguenza diretta è una più
consapevole distribuzione ampelografica che non stigmatizza alcune varietà, anche le meno amate:
si sta creando una mappatura empirica del territorio, che porta ad abbinare al meglio vitigni e cru.
Per esempio oggi si è consapevoli del valore dei Pinot Nero dell’Alto Adige, se piantati al posto
giusto. Arrivano in commercio i primi supervini, testimonianza del coraggio ritrovato dal mondo
produttivo atesino: coraggio di osare, rompere uno schema che inizia a star stretto, e pensare che
l’Alto Adige non sia solo terra di ottimi vini a prezzi competitivi.


A. A. Anthos Bianco Passito 2010 Erste+Neue
A. A. Cabernet Löwengang 2010 Lageder + Tenute Lageder
A. A. Cabernet Sauvignon Lafòa 2011 Colterenzio
A. A. Gewürztraminer Auratus Crescendo 2013 Ritterhof
A. A. Gewürztraminer Kastelaz 2013 Walch
A. A. Gewürztraminer Nussbaumer 2013 Tramin
A. A. Lago di Caldaro Scelto Cl. Sup. Pfarrhof 2013 Caldaro
A. A. Lagrein Abtei Muri Ris. 2011 Muri-Gries
A. A. Lagrein Ris. 2011 Erbhof Unterganzner - Josephus Mayr
A. A. Lagrein Taber Ris. 2012 Bolzano
A. A. Moscato Rosa 2012 Haas
A. A. Müller Thurgau Feldmarschall von Fenner zu Fennberg 2012 Tiefenbrunner
A. A. Pinot Bianco Sirmian 2013 Nals Margreid
A. A. Pinot Nero Trattmann Mazzon Ris. 2011 Girlan
A. A. Santa Maddalena Cl. Antheos 2013 Waldgries
A. A. Sauvignon Praesulis 2013 Gumphof - Markus Prackwieser
A. A. Sauvignon St. Valentin 2013 San Michele Appiano
A. A. Terlano Nova Domus Ris. 2011 Terlano
A. A. Terlano Pinot Bianco Eichhorn 2013 Manincor
A. A. Terlano Pinot Bianco Vorberg Ris. 2011 Terlano
A. A. Val Venosta Pinot Bianco Sonnenberg2013 Meran Burggräfler
A. A. Val Venosta Riesling 2013 Falkenstein - Franz Pratzner
A. A. Valle Isarco Pinot Grigio 2013 Köfererhof - Günther Kershbaumer
A. A. Valle Isarco Sylvaner 2013 Kuenhof - Peter Pliger
A. A. Valle Isarco Sylvaner 2013 Pacherhof - Andreas Huber
A. A. Valle Isarco Veltliner Praepositus 2012 Abbazia di Novacella
A. A. Valle Venosta Pinot Bianco 2013 Stachlburg - Baron von Kripp
A. A. Valle Venosta Pinot Bianco Castel Juval 2013 Unterortl - Castel Juval


Sicilia

Partiamo da sud, dalla Sicilia con l'elenco dei vini che hanno conseguito il massimo premio
internazionale. Da oggi un giorno si e un giorno no nuove anticipazioni ufficiali su Gamberorosso.it
19 Tre Bicchieri: anche per quest'anno la Sicilia conferma il numero dei premiati e il buono stato di
salute della sua viniviticoltura, complice anche l'introduzione della Doc Sicilia che ha reso la
Trinacria ancora più forte e riconoscibile come brand. L'enologia isolana riserva molta attenzione al
grande patrimonio dei vitigni autoctoni, in un orizzonte che tende a mettere in primo piano
l’agricoltura eco-sostenibile, con l’Etna protagonista delle nostre degustazioni con ben sei centri,
che premiano vini magnifici e intriganti che raccontano le diversità dei vari terroir.
Sicilia di nuovo a quota 19 premiati, ecco l'elenco.


Etna Rosso 2011 Cottanera
Sàgana2012 Cusumano
Moscato dello Zucco 2010 Cusumano
Passito di Pantelleria Ben Ryé 2012 Donnafugata
Etna Bianco A' Puddara 2012 Fessina
Nero d'Avola Versace 2012 Feudi del Pisciotto
Saia 2012 Feudo Maccari
Deliella 2012 Feudo Principi di Butera
Santagostino Rosso Baglio Sorìa 2012 Firriato
Etna Rosso Arcurìa 2012 Graci
Malvasia delle Lipari Ris. 2011 Hauner
Il Frappato 2012 Occhipinti
Faro Palari 2011 Palari
Etna Rosso V. Barbagalli 2011 Pietradolce
Cerasuolo di Vittoria Cl. Dorilli 2012 Planeta
Alcamo Beleda 2013 Rallo
Etna Rosso 'A Rina 2012 Russo
Contea di Sclafani Rosso del Conte 2010 Tasca d'Almerita
Etna Rosso Santo Spirito 2012 Tenuta delle Terre Nere

 

fonte: http://www.enotecadorica.com/images/Tre-bicchieri-2015-gambero-Rosso.pdf

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