Il Medio Formato

20 giugno 2007  Pier-Luigi  Fotografia (0)
Il Medio Formato

Medio Formato (MF) = formato intermedio fra il piccolo formato 35mm (24x36mm) e il grande formato a banco ottico (4"x5", 8"x10"). Vantaggi: maggiore qualità di immagine rispetto al piccolo formato, e una maggiore agilità di ripresa rispetto al grande formato. Svantaggi: minore versatilità e maneggevolezza rispetto al piccolo formato, qualità leggermente inferiore rispetto al banco ottico (il banco ottico è comunque un sistema fotografico dotato di notevoli limitazioni operative).

formato nominale

formato reale (mm)

superficie (mm2)

rapporto lati

ingrandimenti per un 20x30

Ø cerchio di confusione

mm 24x36

24x36

864

0.66

8.3x

0.03mm

cm 4.5x6

41.5x56

2342

0.75

4.4x

0.05mm

cm 6x6

56x56

3136

1

3.6~ 5.4x

0.06mm

cm 6x7

56x69

3664

0.85

3.3~ 4.3x

0.07mm

 

Formato 6x4.5cm. Rettangolare, adatto per soggetti geometricamente rettangolari. La superficie del fotogramma è circa 2,7 volte maggiore di quella 24x36mm. Ha la stessa qualità del formato 6x6. Da una pellicola 120 si ricavano 15 ftg., dal 220 30 ftg., da quella a metraggio (4,5m) si hanno 90 ftg. É il formato ideale per la stampa, dal momento che il rapporto tra i suoi lati (4.5:6 = 0.75) è pressoché identico a quello dei formati tipografici.

Formato 6x6cm. Quadrato, adatto per soggetti quadrati o circolari. La superficie utile è 3.6 volte quella del 24x36mm, per cui a parità di soggetto la gamma tonale registrata sulla pellicola 6x6 è molto più ampia. Da un rullo 120 si ricavano 12 ftg., da quello 220 24 ftg., e dalla pellicola a metraggio 70 ftg.. In caccia fotografica è il formato ideale per le trappole fotoelettriche, dal momento che, con un maggiore formato, viene ridotto il rischio di 'tagliare' il soggetto.

Formato 6x7cm. Definito tradizionalmente "formato ideale", è solo leggermente rettangolare. Ha una superficie utile 4 volte maggiore del piccolo formato. Da un rullo 120 si ricavano 10 esposizioni, da quello 220, 20-21 esposizioni.

La differenza tra i vari formati è data, in termini di numero di informazioni registrate sull'emulsione, dal numero di pixel = punti immagine: 30 milioni in un 24x36mm, 100 milioni in un 6x6cm. Ciò vuol dire maggiore dettaglio sia in registrazione, sia in stampa, sia in ingrandimento. Per ingrandimenti elevati, il MF risulta quindi una scelta vincente. Se invece ci si limita a ingrandimenti fino a 30x40cm, la differenza tra medio e piccolo formato non è così apprezzabile.


Cerchio di confusione

Un'immagine è nitida al 100% solo sul piano di messa a fuoco; prima e dopo questo piano la nitidezza decresce da 100 (piano di messa a fuoco) a zero (max sfuocatura). I punti a fuoco al 100% (pixel nitidi) hanno il fuoco che cade sul piano-pellicola, mentre quelli sfuocati hanno il fuoco davanti e dietro tale piano, quindi sono rappresentati da dischi di diametro proporzionale all'entità della sfuocatura (ovvero, proporzionale alla distanza dal piano pellicola) = cerchi di confusione. La nitidezza di un'immagine dipende quindi dal diametro dei cerchi di confusione. 0.03mm è il limite ottico per il cerchio di confusione nel 24x36, oltre il quale l'occhio umano inizia a percepire l'entità della sfuocatura. Per un negativo 6x6 il diametro-limite è più grande (0.06mm), perché per un dato ingrandimento a partire dal negativo 6x6 saranno necessari meno passaggi che da un negativo 24x36.

 

Profondità di campo

La profondità di campo nel MF è minore che nel piccolo formato. Inoltre, in macrofotografia, col medio formato sono necessari maggiori ingrandimenti per ottenere il "riempimento" del fotogramma con il soggetto ingrandito usando il 35mm: 1:1 in 35mm corrisponde a 1.7:1 in 4.5x6, 1.8:1 in 6x6, 2.1:1 in 6x7.

In macrofotografia, ad un dato rapporto di riproduzione (2:1, ad esempio), il piccolo formato (35mm) offre già un'ottima proporzione fra soggetto e fotogramma, cosa che il medio formato (6x6) non può fisicamente offrire. Infatti, per ottenere col MF una analoga proporzione sarebbe necessario un rapporto di ingrandimento molto superiore al 2:1, con conseguente perdita di profondità di campo.

 

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