Risposte sul PMK PYro

05 febbraio 2009  Pier-Luigi  Fotografia (0)

Rispondo qui alla mail che mi e' stata inviata in privato non conoscendo l'indirizzo del mittente...

 


 

Innanzi tutto Buon Anno.

Ho letto il suo articolo “Note sul pyro”, avrei alcune domande da farLe sull’argomento:

1) Le pellicole trattate con questo procedimento come si prestano alla scansione?

 

La caratteristica del PMK PYro e' lasciare una pigmentazione giallo/verde (a seconda della pellicole) sul negativo. L'effetto ottico che abbiamo guardando la pellicola controluce e' una perdita di contrasto, ma come ho detto, questo e' solo un "effetto ottico" in quanto in stampa il negativo risulterà perfettamente sviluppato. A causa di questa pigmentazione lo scanner puo' risentirne accusando un abbassamento della luce. Avevo dei dati forniti da un amico fotografo che aveva fatto numerose prove al riguardo trovando la giusta regolazione del profilo colore e del contrasto dello scanner per negativi, ma sfortunatamente ho perso queste informazioni, tra l'altro erano specifiche per una determinata pellicola sviluppata ad un determinato tempo (ovviamente). Alcuni amici che scansionavano le pellicole utilizzavano un secondo fissaggio acido per ridurre o eliminare completamente la pigmentazione dal negativo. Dovendo ritoccare le foto in digitale questo non era per loro un problema ma ovviamente riduceva di molto il vantaggio derivato dall'utilizzo di questa formula.

2) Ho visto che in rete c’è la possibilità d’acquistare il PMK già “preparato”, in particolare

BW-PYRO KIT e PMK FORMULA FILM DEVELOPER (LIQUID) Photographers' Formulary, il primo comprende l’apposito fissaggio il secondo no, ha qualche esperienza in proposito?

Nessuna al riguardo, ormai preparo gli acidi da me da tempo ed acquisto solo quelli di "largo consumo" (vedi rodinal ad esempio). Ma so che funzionano perfettamente, riducendo tra l'altro il pericolo dovuto all'utilizzo del pyrogallolo. Se trovi i kit in italia conviene sicuramente acquistare quelli. Se il kit non comprende l'apposito fissaggio allora il mio consiglio e' comunque quello di acquistarlo a parte. Come spiegato nel documento i fissaggi acidi levano la pigmentazione sul negativo eliminando cosi' tutto il vantaggio dato da questa. La preparazione dell'F-24 e' piuttosto veloce e assolutamente sicura, ma acquistando già il prodotto pronto tanto vale prendere anche il fissaggio.

 

3) Quali tipo di foto si prestano meglio a questo tipo di sviluppo?

Ovviamente tutte. Dai panorami alle foto in studio. Il pyro offre un doppio vantaggio, una alta acutanza (virtuale in quanto la grana viene ridotta grazie alla pigmentazione) ed una altissima compensazione delle alte luci. Le uniche foto che potrebbero non essere compatibili con questo sviluppo sono quelle di "reportage" dove l'esposizione non e' mai particolarmente accurata prediligendo invece l'inquadratura, e il pyro non offre grandi possibilità di correzione degli errori  in fase di sviluppo del negativo (sovra/sotto sviluppo).

 

4) Quali pellicole usare? Attualmente uso: Rollei pan 25, Rollei retrò 100 = Agfa APX 100, Kodak Tri-X 400. In particolare mi è sembrato che la Tri-x si presti particolarmente bene a questo tipi di sviluppo, tutti i dati, valore iso e tempi, si riferivano però alla vecchia Tri-x non più in produzione, la nuova Tri-x si presta altrettanto bene? Quali valori iso? Quali tempi?

La nuova Tri-x richiede gli stessi tempi della vecchia, a differenza di quanto dichiarato dalla kodak all'epoca ne io ne i miei "amici" fotografi abbiamo mai notato differenze, giusto una lieve e trascurabile diminuzione dei tempi con alcuni prodotti (tipo D76 o rodinal). Le pellicole che si prestano bene sono tutte quelle di vecchia generazione, dipende poi dai gusti, ma quelle piu' gettonate sono sempre Agfa APX, Tri-X, Efke, ed FP4. Le rollei non le ho mai usate!

 

Grazie per la disponibilità ed gli eventuali suggerimenti.

Buon divertimento! ;-)

 


 

 

 

 

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