Sviluppare le DIA in casa

05 aprile 2007  Pier-Luigi  Fotografia (0)
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SVILUPPO DELLE DIAPOSITIVE A COLORI
A chi di voi non è mai capitato di andare con ansia a ritirare delle diapositive astronomiche scoprendo poi che esse erano piene di graffi, aloni, o strane dominanti cromatiche? Questi sono solo pochi dei difetti a cui le nostre foto vanno incontro quando entrano in un classico laboratorio fotografico: le foto che vengono trattate tutte in maniera standard, gli acidi quasi sempre non freschi e la mancata competenza della maggior parte del personale sono le cause principali di questi errori. E' chiaro che dopo ore di posa al freddo la cosa darebbe molto fastidio, ecco allora che ci vengono incotro 2 soluzioni: 1) portare le foto in un laboratorio specializzato in foto astronomiche 2) sviluppare le diapositive in maniera casalinga. La seconda possibilità ha molti vantaggi rispetta alla prima, infatti ci permette di poter vedre le nostre foto pronte anche il mattino seguente la notte osservativa, di poter sviluppare anche pochi fotogrammi (che in laboratorio costerebbero come un intero rullino), e di poter eseguire il "tiraggio" della pellicola a nostro piacimento. Quello che voglio fare in questa pagina è descrivere i procedimenti che occorrono per un corretto sviluppo di diapositive, cosa che dopo poco tempo risulterà facilissima e indispensabile agli amanti della fotografia astronomica. D' ora in poi, mi riferirò sempre al KIT di processo AP-44 della AGFA (5 bagni), ma esistono anche altri kit validi, come quello della ORNANO o della TETENAL.
 
materiale occorrente per lo sviluppo:  1) Camera oscura a sacca 2) Kit di sviluppo E-6 3) Bacinella 4) Contenitori a soffietto 5) Imbuto 6) Tank con 2 spirali 7) Termometro per acidi 8) Pinza per asciugatura.
MATERIALE OCCORRENTE
Per cominciare bisogna procurarsi in un negozio specializzato il seguente materiale:
·         - Una tank per pellicole 24x36, possibilmente per 2 pellicole (il costo varia dalle 40.000 alle 60.000 lire)
·         - 5 contenitori a soffietto per acidi
·         - un termometro per acidi - una pinza in gomma per asciugare le pellicole
·         - guanti in gomma (vanno bene quelli da casalinga)
·         - una bacinella (o catino) abbastanza capiente
·         - un cronometro
·         - un imbuto
·         - KIT per processo E-6 (in questo caso AGFA AP-44, costo: 13.000 lire)
·         Capite che con una spesa che si aggira sulle 100.000 lire potrete cominciare a sviluppare a casa vostra anche la stessa notte in cui avete fatto le foto, e soprattutto con 13.000 lire svilupperete fino a 6 rullini (contro 10.000 al rullino in uno studio fotografico) avendo dei risultati sicuramente migliori!
COME AVVIENE LO SVILUPPO?
Lo sviluppo di una pellicola invertibile (diapositiva), si compone di 4 fasi principali che avvengono in questo caso con altrettanti bagni (primo rivelatore, inversione, cromogeno, sbianca-fissaggio) più uno di lavaggio:
·         1) Sviluppo dell'immagine negativa in bianco e nero: il primo rivelatore agisce sui grani di alogenuro d'argento che sono stati impressionati dalla luce, togliendo quelli non impressionati.
·         2) Inversione dell'immagine: l'immagine negativa viene trasformata in positiva del bagno di inversione.
·         3) Sviluppo del colore: i copulanti dei colori blu, rosso e giallo, vengono fatti reagire con il bagno cromogeno, permettendo la colorazione dell'immagine.
·         4) Fissaggio dell'immagine: l'immagine viene fissata sulla pellicola in modo permanente e gli ultimi residui dei grani non impressionati vengono tolti.
·         5) Lavaggio: con il bagno finale, la pellicola viene lavata dalle ultime impurità e viene resa impermeabile.
PREPARAZIONE ACIDI
Gli acidi integri e non ancora "bagnati" durano oltre un anno, ma una volta diluiti danno il loro massimo per non più di un mese, un mese e mezzo, quindi non sprecatene una confezione se sapete di dover fare solo uno spezzone. Piuttosto conservate lo spezzone in frigo fino a quando avrete altre foto da sviluppare. La quantità di acqua da usare per diluire gli acidi è indicata chiaramente nell'opuscolo di istruzioni contenuto nella confezione, ed essendo una cosa semplicissima da ralizzare, non mi dilungherò oltre per spiegarvela. L'unica cosa che vi consiglio è di diluire gli acidi almeno 2 ore prima dell'uso, per garantire una completa e uniforme miscelazione. Per una buona conservazione i contenitori a soffietto devono essere compressi fino a che l'acido non arriva al bordo, poi possono essere tappati.
INSERIMENTO DELLA PELLICOLA NELLA TANK
E' l'operazione che richiede più pazienza, quindi fate alcune prove prima di sviluppare veramente. Siccome l'operazione va fatta al buio, vi consiglio di impratichirvi con una pellicola da buttare facendo delle prove di inserimento a gli occhi chiusi. Prendete la macchina fotografica e riavvolgete il rullino assicurandovi di lasciare la parte iniziale fuori dal suo involucro di lamiera (quando sentite che la pellicola si sgancia dal rullo della macchina, fate un altro giro e fermatevi), altrimenti vi servirà un estrattore di pellicole per tirarla fuori dal suo ivolucro!.
Da questo punto in poi, LE OPERAZIONI VANNO ESEGUITE NEL BUIO PIU' COMPLETO ! Potete andare sotto le coperte, in una stanza senza finestre, oppure usare delle apposite camere oscure a sacca (35.000 lire). Inserite l'estremità arrotondata nella spirale della tank accompagnandola per un giro quasi completo. Eseguite ora dei movimenti di rotazione "avanti-indietro" con la spirale (fig.2), in modo da fare avanzare la pellicola fino al completo avvolgimento. E' possibile che la pellicola si incastri sulla spirale: se succede non sforzatela, piuttosto estraetela e ricominciate da capo, magari arrotondando meglio l'estremità.
 
l'inserimento della pellicola nella spirale è l'operazione più delicata dell'intero processo. Eseguite dei movimenti avanti-indietro (1-2) fino a che la pellicola non è completamente avvolta. Naturalmente l'operazione va fatta al buio!
A pellicola avvolta, staccatela dal rullino con la forbice e inserite la spirale nella tank, chiudendola con il suo coperchio (fig.3). ORA POTETE RIACCENDERE LA LUCE! Queste procedure complicate, risulteranno semplicissime dopo poche volte.
 
nel caso sviluppaste solo un rullino, inserite una spirale sola tenendola nella parte inferiore della tank.
PREPARAZIONE ALLO SVILUPPO
Riempite la bacinella di acqua molto calda (sui 43 gradi), e immergetevi gli acidi 1,2,3 e 4, mentre lasciate a temperatura ambiente il bagno finale. Immergete anche la Tank per preriscaldarla (vi servirà un peso per tenerla nell'acqua). Mettete il termometro nell'acqua per controllare la temperatura (non deve scendere sotto i 38°, quindi se necessario immettete acqua calda). Controllate periodicamente la temperatura del primo bagno fino a quando non ha raggiunto i 38°C (+ o - 0,5 °C). Non preoccupatevi della temperatura alta dell'acqua della bacinella, infatti dopo il primo bagno sicuramente si sarà equilibrata a +-38°C, e così gli altri acidi. La temperatura è fondamentale per il primo rivelatore, ma per gli altri bagni non deve essere poi così esatta per un corretto sviluppo. Indossate sempre i guanti per proteggere le mani dagli acidi.
FASI DELLO SVILUPPO
Il kit della AGFA prevede 5 bagni intervallati da 2 risciacqui, e più precisamente: PRIMO RIVELATORE, RISCIAQUO, INVERSIONE, RIVELATORE CROMOGENO, SBIANCA/FISSAGGIO, RISCIACQUO, BAGNO FINALE.
- Quando il primo rivelatore ha raggiunto i 38°C, toglietelo dall'acqua e riempite la tank con l'acido. Agitate per dieci secondi, poi reimmergete la tank nell'acqua in modo da mantenerla al caldo. Il primo rivelatore deve agire per 5 - 7 minuti e deve essere agitato ogni 30 secondi per 5 secondi. Intanto, preriscaldate l'acqua del rubinetto a circa 38°. Trascorso il tempo indicato, prendete la tank, togliete il tappo, e con l'imbuto versate l'acido dalla tank al suo contenitore a soffietto.
- Mettete ora la tank sotto il lavandino con l'acqua a 38° circa, riempitela, agitatela ma non esageratamente, e svuotatela. Ripetete per 2 minuti e ogni tanto lasciate la tank sotto al lavandino affinchè l'acqua faccia un risciaquo a mo' di cascata (fig.4). - Prendete il bagno di inversione e versatelo nella tank. Deve agire per 1 minuto. Al termine riversate l'acido nel suo contenitore a soffietto e prendete il rivelatore cromogeno.
- versate nella tank il rivelatore cromogeno. Mettete sempre la tank nell'acqua calda della bacinella e agitate 2 volte al minuto. Il tempo di azione è di 4 - 5 minuti, dopodichè riversate l'acido nel contenitore.
- Prendete la Sbianca-Fissaggio versandola nella tank. Deve agire per 6 - 7 minuti e deve essere agitata come prima. Preriscaldate di nuovo l'acqua del rubinetto, tenendola ad una temperatura di 25 - 35 °C.
- Riversate l'acido nel contenitore e risciacquate allo stesso modo di prima la tank sotto il rubinetto per 3 minuti.
- Usate ora il bagno finale per 1 minuto e finalmente è fatta!!!
 
fase di lavaggio della pellicola. Intervallate dei risciacqui agitando la tank a risciacqui sotto l'acqua corrente
Ora non vi resta che togliere il bagno finale dalla tank, aprirla, togliere la spirale e risciacquare la pellicola sotto l'acqua tiepida. Srotolate la pellicola dalla tank e appendetela con una molletta ad uno stendibiancheria (meglio se quello alto da muro). Usate la pinza di gomma dall'alto verso il basso per togliere il più possibile ogni traccia di acqua (fig.5), poi applicate un'altra molletta sulla parte penzolante della pellicola, in modo da tenerla tesa. Ora avete due possibilità: lasciarla asciugare per 6 ore, oppure asciugarla al fon per 15 minuti, fino a che non diventa rigida, trasparente e liscia. A pellicola asciugata, non vi resta che intelaiare i vari fotogrammi e il gioco è fatto!
 
La fase terminale dello sviluppo è l'asciugatura della pellicola con la pinza di gomma. Fate attenzione a non lasciare residui di acqua perchè potrebbero far formare del calcare sulla pellicola
Qui di seguito vi riporto una tabella per facilitare la lettura dei dati per lo sviluppo:
FASE SVILUPPO
TEMPERATURA
TEMPO
primo rivelatore
38 °C (+- 0,5 °C)
5 - 7 min.
lavaggio
38 °C (+- 1 °C)
2 min.
inversione
38 °C (+- 0,5 °C)
1 min.
cromogeno
38 °C (+- 1 °C)
4 -5 min.
sbianca / fissaggio
35 - 39 °C
5 - 7 min.
lavaggio
25 - 35 °C
3 min.
bagno finale
temperatura ambiente
0,5 - 1 min.
TIRAGGIO DELLA SENSIBILITA' DELLA PELLICOLA
Questa è un' operazione semplicissima e indispensabile per il buon astrofotografo. E' infatti cosa comune fotografare ad esempio con una E200 e tirarla a 400 - 800 ISO per permettere di cogliere gli oggetti più deboli senza però avere una grana elevata. Ricordatevi che ogni pellicola si presta differentemente al tiraggio e addirittura con alcune è sconsigliabile farlo. La regola è che più aumenta il tiraggio, più i grani della pellicola si ingrossano (anche qui dipende dalla pellicola) e aumenta il contrasto. Per farvi un esempio: se fotografo con una E200 (200 ISO nominale) per 5 minuti e poi la tiro a 800 ISO, è come se avessi fotografato con la stessa pellicola per 20 minuti, oppure con una 800 ISO per 5 minuti. La grana sarà comunque nettamente inferiore a una 800 ISO comune. Per tirare la sensibilità, basta agire sul primo rivelatore, aumentando il tempo di azione dello stesso. Qui di seguito riporto una tabella con i tempi da eseguire per il tiraggio:
SENSIBILITA'
TEMPO 1° RIVELATORE
nominale (es. E200)
6 min.
tiraggio P1 (es. 400 ISO)
9 min.
tiraggio P2 (es. 800 ISO)
12 min.
tiraggio P3 (es. 1000 ISO)
15 min.
Come vedete, per ogni "step" di tiraggio bisogna aggiungere 3 minuti. Di solito le pellicole atte al tiraggio moltiplicano la sensibilità per un fattore 2 ad ogni step, ma molte si comportano in maniera differente (ad esempio la E200 passa da 200 a 400 a 800 per i primi 2 step, a 1000 per l'ultimo). Consiglio sempre di evitare il tiraggio massimo della pellicola, perchè perderebbe molte delle sue caratteristiche. E' importante capire dal tipo di foto che è stata fatta e dalle condizioni del cielo il tiraggio da eseguire, infatti, se il cielo è lattiginoso, un tiraggio provocherebbe un forte incremento di questa lattiginosità.

 

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