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Vini

LEONE DE CASTRIS FIVE ROSES 2005

Iniziamo con due puntualizzazioni (che puzzano di scusa) La prima 232 che questo blog potrebbe cambiare denominazione Da Imbottigliato all180Origine a Vino dei Blogger Blog Per vari motivi (soprattutto di lavoro ma anche di pigrizia sono io il vero Vinopigro) lo aggiorno molto di rado praticamente solo quando esce il VdB Chiedo venia in questo momento trovo pi249 rapido (per il poco tempo che ho) farneticare su un paio di forum La seconda 232 che non ho fatto un volo di fantasia nello scegliere il mio rosato Sono andato sul sicuro degustando per voi quello che 232 di fatto la storia dei rosati Italiani: il Five Roses di Leone de Castris nel millesimo 18005 Cosa mi ha fatto scegliere questo vino Prima di tutto la regione di provenienza la Puglia culla insieme alla Calabria dei migliori ros232 sulla piazza (ok anche i Cerasuoli abruzzesi non sono male) In seconda battuta il ruolo che questo vino ha nella tipologia Prima annata di produzione il 1943 quando in Italia per la maggior parte della popolazione era difficile bere qualcosa di diverso dall180acqua (si era in piena guerra) Curiosa la storia del nome anglofono: deriva dalla contrada Cinque Rose a Salice Salentino chiamata cos236 perch232 ogni de Castris per generazioni aveva avuto cinque figli appunto cinque rose Il generale Charles Poletti che era il responsabile degli approvigionamenti per le forze alleate sul finire della guerra si innamor242 di questo vino e chiese all180azienda un grosso numero di bottiglie Ma il nome cos236 180italiano180 non andava bene e lo cambi242 in Five Roses Ecco spiegata l180origine del nome primo caso di globalizzazione casus belli Poi venne anche Were dreams now it is just wine ma questa 232 un altra storia Venendo al vino finalmente ci si trova davanti a un buon prodotto 90 Negroamaro con un saldo di Malvasia Nera una decina di ore di macerazione pellicolare per ottenere il suo colore caratteristico Un cerasuolo bellissimo molto intenso brillante e accattivante Al naso la fragola i lamponi e in generale i piccoli frutti rossi ci danno dentro alla grande inseguiti da belle nuance di rosa canina Naso piacevole e complesso nulla da dire In bocca il vino ha corpo i tannini leggeri ma presenti la bocca si riempie per bene facendo capire che dietro c180232 un vitigno importante e molto buon lavoro Peccato per il finale che 232 a mio avviso un po180 amaro e non lunghissimo ma di pi249 non si pu242 pretendere proprio Diciamo che gli 80 punti se li porta via in scioltezza E devo confessare che ho peccato molto Dopo averlo assaggiato a 13 gradi l180ho ficcato in frigo e me lo sono sparato a 7 Una vera goduria CLASSIFICAZIONE Rosato IGT Salento ANNATA 2009 UVE Negroamaro (90) e Malvasia Nera di Lecce (10) TIPOLOGIA TERRENO Medio impasto ZONA DI PRODUZIONE Salice Salentino ALLEVAMENTO VITI alberello con 7000 ceppi per ha RESA IN UVA PER ha 75 qli ETA’ MEDIA DEI VIGNETI 35 anni VENDEMMIA Raccolta manuale in cassetta con selezione dei grappoli nella prima decade di settembre VINIFICAZIONE Macerazione pellicolare delle uve (temperatura 10176 C) per 10 – 12 ore e successiva estrazione del mosto fiore (max 35) Dopo la decantazione statica si avvia la fermentazione alcolica in tini di acciaio inox alla temperatura di 18 -20176 C NOTE DI DEGUSTAZIONE: IL PRIMO ROSATO IMBOTTIGLIATO IN ITALIA 232 ricavato principalmente da uve Negroamaro Conquista al primo sguardo con il caratteristico rosa cerasuolo cristallino e ti rapisce con i sentori fruttati di ciliegia e fragolina di bosco In bocca 232 fresco morbido e piacevolmente persistente Si consiglia di abbinarlo a risotti bolliti e piatti a base di pesce e carni bianche Ottimo con la frisa salentina Servire alla temperatura di 10-12176 C GRADAZIONE ALCOLICA 125 Vol PREMI E RICONOSCIMENTI Vendemmia ’08 3 Grappoli (Duemilavini 2010AIS) Vendemmia ’07 Due Bicchieri (Vini d’Italia 2009Gambero Rosso) Vendemmia ’05 Due Bicchieri (Vini d’Italia 2007Gambero Rosso) Vendemmia ’04 Due Bicchieri (Vini d’Italia 2006Gambero Rosso) • Vendemmia ’90 MEDAGLIA D’ORO AL XI 180BANCO D’ASSAGGIO” Torgiano (PG) • Vendemmie ’98 – ’00 – ’01 –’02 – ’04 OSCAR QUALITA’ PREZZO “ALMANACCO BEREBENE” 2000 – 2002 – 2003 – 2004 – 2005 – GAMBERO ROSSO • Vendemmie ’98 ‘- 99 NOMINATION “OSCAR DEL VINO” ’99 – ’00 A I S “ MIGLIORE VINO ROSATO ITALIANO” • Vendemmie ’98 – ’99 – ’00 – ’01 – ’02 – ’03 – ’04 – ’05 DUE BICCHIERI sulle GUIDE “ VINI D’ITALIA” 2000 – ’01 – ’02 – ’03 – ’04 – ’05 – ’06 – ’07 GAMBERO ROSSO S F A • Vendemmia ’01 – ’02 MEDAGLIA D’RAGENTO AL CONC SELEZ NAZLE “VINI DA PESCE” 2002 – 2003 • Vendemmia ’03 (anche) OSCAR DEL VINO 2005 A I S “MIGLIOR VINO ROSATO ITALIANO” e sull’ANNUARIO “MIGLIORI VINI D’ITALIA” 2005 di L Maroni [Prosegue]

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CATALDI MADONNA PI232 DELLE VIGNE CERASUOLO 2005

Il Cerasuolo 180Pi232 delle vigne180 232 realizzato con una particolare digressione da quella che 232 la vinificazione in bianco standard: la 180svacata180 Il nome di questa tecnica tradizionale del territorio deriva dalla parola 180vach180 (che nel dialetto di gran parte dell180Abruzzo significa acino) e consiste in una vinificazione che avviene in fasi diverse Dopo le operazioni di pigiatura e sgrondatura il corpo principale del mosto viene avviato alla fermentazione mentre le bucce vengono messe a fermentare a parte con una piccola frazione di mosto per un periodo variabile passato il quale la fase liquida viene separata da quella solida ed aggiunta alla massa fermentante Questa metodica consente di solubilizzare dalle bucce in maniera condizionata una quantit224 superiore di polifenoli di componenti della frazione olfattiva e di alcuni composti della pruina che coadiuvano le fasi della fermentazione Tale maggiore estrazione avviene per242 dato il maggiore rapporto tra bucce e fase liquida in condizioni vicine o pari alla saturazione tanto da permettere un discioglimento molto bilanciato delle componenti chimiche Il vino che si ottiene presenta un colore rubino brillante molto vivace con riflessi sul granato Il profumo 232 quello tipico del frutto della cultivar con notazioni vinose ed alcoliche caratteristiche All180assaggio si presenta fresco ed avvolgente con un retrogusto che ricorda la mandorla e l180amarena persistente e piacevole Si accompagna con i primi piatti della cucina abruzzese (ottimi i primi a base di pasta fatta in casa con i legumi) ma si sposa perfettamente con piatti di pesce complessi e strutturati Una buona idea potrebbe essere quella di accostarlo ad un ottimo risotto alle seppie La temperatura di servizio ideale 232 di circa 14176C [Prosegue]

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CANTINE DEL NOTAIO ROGITO ROSATO 2005

Questo sito ha aderito all’appello lanciato da Aristide (wwwaristidebiz) di proporre un rosato oggi nell’ambito della sesta tappa dell’iniziativa Il Vino dei blogger Potrei dire con un pizzico di iprocrisia buonista che non 232 stata una scelta facile vista tanta bont224 in giro che altri tanti altri avrebbero meritato la segnalazione In realt224 non ho mai avuto dubbi e anche i suggerimenti ricevuti dai lettori sono stati numerosi e convinti: il Rogito di Gerardo e Marcella Giuratrabocchetti infatti 232 assolutamente nuovo per il Sud nella sua concezione perch232 nasce grazie a un progetto di vino rosato voluto da Luigi Moio quando ancora non era tornata la moda per lo meno nell’ambito della fascia medio alta dei consumatori Un altro elemento di coraggio enologico 232 costituito dal territorio in cui nasce il Rogito cio233 nel Vulture una delle zone per antonomasia pi249 rossiste d’Italia direi monovitigna visto che sino al 2005 l’Aglianico era l’unica doc dell’intera regione Basilicata Ed 232 l’imponenza del vitigno ad aver dettato le regole per un rosato nato concettualmente nel 2002 e che ha trovato conferma di pubblico nella caldissima estate 2003 quando apparve in tutta evidenza la difficolt224 l’impossibilit224 di bere durante tutto l’anno i rossi concentrati e muscolosi realizzati in Italia nella seconda met224 degli anni ‘90 Un elevamento in barrique di terzo passaggio regala alla fragranza del vitigno la giusta profondit224 olfattiva capace cio233 di offrire uno spettro aromatico pi249 complesso di quanto in genere non si registra per questa tipologia un leggero speziato si aggiunge al floreale e ai sentori di ciliegia ribes e lampone con intensit224 e grande persistenza la promessa di quel che avverr224 nel palato dove il vino infatti entra baldanzoso fresco abbastanza morbido bene in equilibrio tutte le componenti nonostante l’alcol sia oltre quota 14 a conferma che non siamo in presenza di un vinello L’Aglianico nella versione 2005 sicuramente molto elegante conferma la mineralit224 del suolo vulcanico vulturino la struttura del vino 232 comunque imponente nonostante la pressatura soffice delle uve Il finale 232 lungo pulito asciutto si riconosce il tipico colpo di frusta amarognolo del vitigno capace di lasciare la bocca assolutamente integra e pronta a ricominciare La caratteristica del Rogito infatti 232 la sua bevibilit224: il cambio di temperatura non 232 poi cos236 decisivo come pu242 esserlo per la maggior parte dei rosati diciamo che ne trasforma la funzionalit224 in rapporto al cibo Provato a 12-13 gradi si abbina bene a zuppe di legumi ideale ad esempio sulla pasta e fagioli con cotica servita azzeccosa alla napoletana (la forchetta cio233 deve restare dritta nel piatto) oppure su geniali creazioni di alta ristorazione come la crema di piselli con scampo e zenzero una delle novit224 2007 inventate da Don Alfonso Un po’ pi249 freddo pu242 anche essere pensato per la cucina di mare a patto per242 che si tratti di piatti ben strutturati con pesci grassi come la cernia e lo scorfano A temperatura ambiente il Rogito si comporta da rosso leggero migliora la sua bevibilit224 la frutta occupa il campo dello speziato lo beviamo sulle paste al sugo i supl236 e gli arancini i timballi Potrei dire che fresco sta bene nei grandi ristoranti a temperatura ambiente in una tavolata casalinga se non addirittura in una scampagnata nel verde Un rosato poliedrico insomma allegro e al tempo stesso importante Una delle pi249 belle novit224 enologiche degli ultimi anni nel Mezzogiorno Questo caro Giampiero 232 il rosato segnalato dal tuo amico Luciano [Prosegue]

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TRAMIN LAGREIN ROS201 2008

ANNATA I mesi primaverili ed estivi sono stati caratterizzati da periodi frequenti ed intensi di piogge seguiti da uno splendido autunno sereno Grazie al lavoro in vigna dedicato profondamente alla filosofia qualitativa e coll’aiuto delle giornate soleggiate della tardi estate le uve raccolte risultavano prestigiosissime qualit224 specialmente nei vigneti situati su quote d’altezza elevate Mentre spesso i vini degli ultimi anni si sono dimostrati con opulenza e abbondanza alcolica l’annata 2008 sorprende con eleganza e nobilt224 mineralit224 e longevit224 – un’annata che regaler224 ancora grandissimi piaceri VIGNETI Le uve provengono dalle zone di Ora Egna e Termeno dove i vigneti si estendono su terreni di conformazione calcarea con un sottosuolo ghiaioso VINIFICAZIONE Le uve sono state diraspate e fermentate a temperatura controllata (20- 22176C) in contenitori d’acciaio dove 232 stata eseguita il parte la fermentazione malolattica NOTE SENSORIALI Il Lagrein Ros233 232 un vino dal colore rosato fino a rubino chiaro con profumo delicato e gradevole Il sapore 232 fresco e stimolante Si abbina bene ad antipasti sostanziosi pesce affumicato e carni bianche [Prosegue]

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BRUNO ROCCA RABAJ224 2006

Parto dalla fine ossia dal riassaggio del giorno dopo immancabile come sempre L’eloquio appare chiaro i lineamenti estremamente focalizzati Non una incertezza non pi249 Rarefazione aromatica (s236 avete capito bene) seducente florealit224 timbrica fruttata (senza ovviet224) ed un profilo scattante profondo struggente e conquistatore tutto “in levare” (s236 “ariavete” capito bene) senza movenze appesantite o mollezze Sapido e stilizzato rilascia un senso di freschezza conclamato in un finale avvincente nobilmente speziato che chiama a s233 il futuro La succosit224 e la sottigliezza mi raccontano di un vino finalmente trasparente che alla indubbia (proverbiale direi) qualit224 della materia prima accosta e rende manifeste le intimit224 del prezioso terroir di provenienza La dolcezza roverizzata della prim’ora con le saldissime fondamenta estrattive si stemperano e si integrano in un amalgama bilanciato e armonioso Il vino acquisisce pieno senso e la tridimensionalit224 dei suoi tannini ne decreta la razza Sugli scaffali d’Italia a circa 60 euro Non uno scherzo direte voi ma qui giocano blasone etichetta e cru Se volete accostarvi senza preconcetti ad un vino che alla modernit224 dei tratti sappia unire inattese quanto intriganti introspezioni questa 232 una etichetta - anzi una annata- emblematica La chiosa: Il Pardini che scrive di Bruno Rocca Ma soprattutto: il Pardini che incensa Bruno Rocca Me li immagino di gi224 certi commenti autorevoli dei detrattori pi249 accaniti della celebre firma piemontese colpevole di aver abbracciato (fra i primi peraltro) uno stile “moderno” (colore ed estrazioni legni piccoli e via dicendo) che non ha portato se non a snaturare l’anima pi249 nobile e “riflessiva” dei nebbiolo d’autore S236 232 vero mi 232 piaciuto molto Rabaj224 mi 232 piaciuto molto Rabaj224 2006 beninteso Ritengo di conoscere piuttosto bene i vini di Bruno Rocca (puntuali gli assaggi e i riassaggi anno dopo anno) e mai come in questa tornata ne ho apprezzato la sensibilit224 interpretativa volta finalmente a non soggiogare l’espressione varietale tipica della prima giovent249 mirata a preservare tonicit224 ed “elasticit224” del frutto senza reprimere movenze pi249 sotterranee (e salvifiche) come gli stimoli sapido-minerali il ricamo aromatico la trama tannica REALE quelle doti spesso nascoste o obnubilate per via delle estrazioni generose e delle iniezioni potenti di rovere nuovo apportate peraltro su materie ricche e concentrate frutto di drastiche tecniche colturali con inevitabili ripercussioni sugli equilibri anche nel corso del tempo Contrariamente a molti vignaioli langhetti suoi colleghi il cui clich233 enologico - non so perch233- pare non risentire mai dei diversi millesimi in gioco (e invariabimente appesantisce invece che snellire copre invece di denudare) mi illudo di aver colto nella produzione pi249 recente di Bruno Rocca (eloquente in tal senso anche il sorprendente Barbaresco “base” 2006) una leggiadr236a di fondo che apre a prospettive nuove una leggiadr236a che come per incanto riesce a veicolare la potenza estrattiva tipica di questa etichetta verso approdi gustativi non cos236 distanti dalla lirica ortodossia “giacosiana” (leggi alla Bruno Giacosa) Lo avreste mai detto voi Riparto da qui da questo pezzo dopo la lunga pausa estiva forzata dai tempi (e dal massacro) del lavoro “guidaiolo” Riparto da qui per ribadire una ovviet224 quanto mai calzante per242 se solo penso al momento storico (e alla diatriba) che sta vivendo la critica enologica del nostro paese: che l’esperienza diretta (anche se piccola come lo 232 un assaggio) 232 fondamentale per farsi una idea E’ fondamentale anche per cambiarla [Prosegue]

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TENUTA SANT180ANTONIO LA BANDINA 2004

Caratteristiche: Tipo Rosso Regione Veneto Anno 2004 Classificazione DOC Vitigni Corvina 70 - Rindinella 20 - Croatina 5 - Oseleta 5 Ubicazione vigneti Comune di Mezzane di Sotto - Localit224 Monte Garbi - 300 m slm Composizione del terreno Bianco con scheletro dominante calcareo con una frazione sabbiosa Sistema di allevamento Guyot N piante per ettaro 6500 Resa per ettaro 7000 kg Vendemmia Doppia cernita a mano in platteaux - Pressatura: solo mosto fiore senza pressatura Temperatura di fermentazione In acciaio a temperatura controllata con lieviti selezionati Periodo di fermentazione Fermentazione alcolica naturale con folature a mano per circa 6070 giorni in botti di legno Tecnica di produzione Malolattica: naturale in botti da 500 l - Batonnage: 1 volta al mese per il primo anno - Stabilizzazione tartarica naturale Affinamento 2 anni in tonneaux nuovi da 500 litri di rovere Francese Grado alcolico 1450 in volume Colore Rosso rubino profondo tendente al granato Profumo Fruttato intenso con note di ciliegia frutta rossa liquirizia tabacco e legno di cedro Sapore Pieno morbido strutturato ed equilibrato Produzione annata 30000 bottiglie Bicchiere Ampio di tipo 180baloon180 Abbinamento Carni rosse alla brace roast beef brasati tagliate di manzo e di puledro arrosti con sughi saporiti selvaggina da pelo e da penna formaggi di buona stagionatura non piccanti frutta secca Temperatura di servizio 15 - 17176C Tempo di decantazione 2 ore Formato 075 l Standard [Prosegue]

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POGGIO ARGENTIERA CAPATOSTA 2006

L180azienda agraria Poggio Argentiera 232 stata fondata nel 1997 da Gianpaolo Paglia amp Justine Keeling Il territorio 232 quello della Maremma Toscana nel comprensorio della DOC Morellino di Scansano Vigneti: uve provenienti prevalentemente da vecchi cloni di Sangiovese (30 anni circa) e in parte minore da nuovi impianti contenenti cloni di Alicante e Sangiovese a densit224 di 6000 ceppi per Ha La zona 232 quella costiera della Maremma grossetana Il microclima 232 di tipo nettamente mediterraneo con elevata radiazione solare e precipitazioni scarse Vinificazione: macerazioni intorno alle 2-3 settimane con frequenti rimontaggi e delestage fermentazione a temp controllata per una parte fermentazione con follature manuali in piccoli recipienti con macerazioni di 8-9 gg senza controllo di temperatura per l’altratutto senza aggiunte di lieviti esterni Fermentazione malolattica e maturazione in barriques di primo e secondo passaggio in prevalenza Allier MT per 12-13 mesi Uve utilizzate: Sangiovese 95 Alicante 5 [Prosegue]

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PRUNOTTO NEBBIOLO D180ALBA OCCHETTI 2005

Questo Nebbiolo d180Alba si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato abbastanza trasparente Al naso esprime aromi intensi puliti gradevoli e raffinati che si aprono con note di ciliegia lampone e violetta seguite da aromi di fragola prugna rosa vaniglia liquirizia cannella e cioccolato In bocca ha buona corrispondenza con il naso un attacco tannico e apprezzabile freschezza comunque equilibrato dall180alcol corpo pieno sapori intensi Il finale 232 persistente con ricordi di ciliegia prugna e lampone Nebbiolo d180Alba Occhetti matura per 12 mesi in botte a cui seguono 4 mesi di affinamento in bottiglia [Prosegue]

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IL CASTAGNO PODERE IL CASTAGNO 2004

INFO Nome del Vino: Podere Il Castagno Denominazione: Syrah Cortona DOC Anno di vendemmia: 2004 Vitigni: 100 Syrah Et224 dei vigneti (media): Dai 3 ai 6 anni Produzione: 40 qha Vinificazione macerazione e fermentazione: 12-15 giorni in vasche di cemento o d’acciaio inox termocontrollate Maturazione: 12 mesi circa in carati di rovere francese (Allier) Affinamento in bottiglia: 6 mesi Colore: rosso rubino con riflessi violacei Profumo: fruttato e speziato Sapore: armonioso morbido ed elegante Gradi alcolici: 135 vol Temperatura di servizio: 18-20176 C Accostamenti: salumi di cinta senese formaggi di media stagionatura tortelloni ripieni di carne brasati e arrosti Dove si acquista: presso la cantina dell’azienda nei ristoranti e nelle enoteche di Arezzo e provincia Fascia di prezzo: 10 Euro (Iva esclusa) franco cantina La zona del Cortonese 232 particolarmente vocata per il Syrah normalmente questo vitigno anche nelle sue produzioni pi249 semplici si esprime in questa DOC a buoni livelli qualitativi All’analisi visiva il Syrah “Podere Il Castagno 2004” si presenta con un colore rosso rubino intenso e di grande vivacit224 Nel bicchiere da luogo ad un movimento lento sintomo di buona consistenza e presenza di estratti Al naso 232 intenso complesso con riconoscimenti che ci riportano a quelli del suo colore: frutti di bosco maturi (mora e mirtillo) si avvertono quindi sentori speziati dolci (cannella) e una leggera e tipica punta di pepe In un secondo momento il vino si apre con note balsamiche e sentori quali tabacco e cacao Al gusto 232 secco caldo morbido di buona freschezza con un tannino setoso e importante sapidit224 Il tutto 232 ben bilanciato e lo rende equilibrato Un vino di buona struttura ma fine ed elegante Il finale in bocca 232 lungo nei profumi e nella saporosit224 lasciando una piacevole nota fruttata E’ un vino pronto da bere ma che migliorer224 nei prossimi anni La sua caratteristica principale resta questa piacevolissima bevibilit224 Pu242 essere servito in abbinamento a piatti delicati e aromatici dell’alta ristorazione come l’agnello in salsa di frutti di bosco Tornando alla nostra tradizione si abbina bene anche ad una pernice tartufata oppure ad una lepre al cioccolato in dolce-forte [Prosegue]

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